
Un percorso ciclopedonale tra Capolago e Melano. È questa l’intenzione della Commissione ambiente, territorio ed energia del Gran Consiglio che ieri ha affrontato il tema aprendo degli spiragli per la sua realizzazione. Puntare dunque sulla mobilità lenta. Un modo anche per godersi le bellezze del nostro Cantone. Com’è dunque la situazione in Ticino? Entro il 2030 le piste ciclabili, ovvero quelle contrassegnate dai cartelli rossi con il logo della bici, dovrebbero passare dagli attuali 370km ad un valore complessivo di 570. Tiziano Bonoli è il capoufficio della mobilità lenta e del supporto: «Questa rete è stata concepita 15 anni fa e arriva finalmente a compimento adesso in diverse misure«, ci dice. »Abbiamo uno slancio sicuramente molto interessante per il mondo della bici. Chi frequenta il territorio ticinese, si è accorto dei numerosi cantieri volti a realizzare nuove opere in tutto il Cantone«.
Le opere previste
Focus sulla bicicletta. È un obiettivo concreto del Cantone che con la strategia Ticino Bici 2045 ha dato un forte segnale. 180 milioni -ricordiamo- per le infrastrutture + 2 milioni per l’attuazione di provvedimenti. Un sottofondo incoraggiante. Nel frattempo, il Cantone sta già lavorando a 57 progetti, 4 già evasi e 13 in costruzione. Cosa dobbiamo aspettarci nel breve termine? «Pensiamo all’inaugurazione del percorso Quartino-Magadino, strategico per collegare Magadino al resto dell’agglomerato locarnese», afferma Bonoli. «Quest’anno nella zona industriale di Balerna stiamo realizzando un marciapiede ciclopedonale che permetterà di collegare il comune fino Chiasso. Fra Balerna e Coldrerio, attraverso la scuola cantonale agraria di Mezzana viene realizzato un ulteriore percorso ciclabile. Il cantiere più emblematico è sicuramente quello del Ponte di Spada che collegherà due versanti della valle. Nel Sopraceneri le opere sono diverse: la Castione-Lumino o il miglioramento del percorso della Vallemaggia nella tratta più alta verso Someo».
La Paradiso-Melide
Un lavoro, quello del Cantone, che agisce sul trasporto pubblico, sulle infrastrutture e sulla sensibilizzazione delle persone. Gli ostacoli però sono dietro l’angolo soprattutto per quel che riguarda i ricorsi e i finanziamenti. È il caso della Paradiso-Melide. «È programmata«, spiega Bonoli. »È inserita nel programma d’agglomerato del Luganese di quinta generazione. Quest’opera è molto importante, molto costosa e molto complessa. Ci sono numerosi vincoli: ambientali e il fatto che si lavora vicina alla ferrovia. Non sarà sicuramente semplice, ma è volontà sia del Dipartimento del Territorio, sia dei Comuni dell’agglomerato del Luganese nel realizzare quest’opera». Per questa tratta l’inizio dei lavori è atteso tra il 2032 e il 2035. Uno slancio, quello della mobilità lenta che -come dice Bonoli- necessita dell’impegno dell’ente pubblico e della popolazione.

