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Ticino
Pioggia di insulti sul signor Coda
Redazione
12 anni fa
Anche i suoi figli sono bersagliati da incresciosi commenti. Lui ribatte: "Nella mia azienda metà residenti, metà frontalieri"

Si è scatenata una tempesta sul signor Giovanni Coda e sulla sua famiglia, composta da moglie e cinque figli, di cui uno cerebroleso.

Tutto per quella frase da lui pronunciata l'altra sera a Varese, "nella mia azienda era proibito assumere ticinesi".

Una frase che voleva essere una provocazione e che, se presa nel verso giusto, avrebbe anche potuto dare il là ad un sano e costruttivo dibattito.

Purtroppo non è andata così e da stamattina gli account di Facebook del signor Coda e dei suoi cinque figli, così come i loro telefoni, sono presi di assalto da persone che intendono manifestare il proprio dissenso, non sempre in modo civile.

Il signor Coda, che ha ceduto la sua azienda di Rancate circa sei anni fa a causa dei problemi di salute del figlio, ci tiene quindi a precisare di non avere nulla contro i ticinesi, anzi.

Nella sua azienda di Rancate, ci spiega, la metà dei lavoratori era residente, il resto frontaliere. Tutti i residenti erano stati assunti in accordo con l'Ufficio di collocamento di Chiasso.

Poi è vero che ha avuto dei problemi con alcuni ticinesi, ma il signor Coda precisa che la sua affermazione riguardava unicamente questi personaggi, non i ticinesi in generale.

Giovanni Coda precisa inoltre che se ha assunto dei frontalieri è perché vi è stato quasi obbligato, non avendo trovato ticinesi capaci di lavorare la plastica. Ciò non significa che nella sua azienda vi fossero discriminazioni: "era remunerata la competenza e premiata la lealtà" afferma.

L'imprenditore conclude ricordando poi che oggi una delle sue attività è l’insediamento di aziende nel territorio ticinese: "la prossima avverrà proprio lunedì prossimo, a tutto vantaggio dell’economia locale.”

Andrea Stern

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