
La Commissione cerca del PLRT incaricata di individuare i candidati alla presidenza del partito ieri sera (per saperne di più clicca qui) ha reso noto di aver escluso dalla corsa l'attuale vicepresidente Gabriele Gendotti. Fuori anche Giovanna Masoni Brenni. Restano in lizza tre candidati: Rocco Cattaneo, Michele Morisoli e il giovane Nicola Pini. Conosciamolo meglio.In due parole: chi è Nicola Pini?"Di formazione sono storico – specializzato in storia dei media – e ora lavoro quale membro dello staff di direzione del DFE. Sono stato Presidente dei giovani liberali radicali e candidato al Nazionale, attualmente sono Presidente del PLR Distretto di Locarno. Politicamente sono un centrista moderato, un pragmatico che sa, e vuole, anche sognare”. Cosa vuole dire “centrista moderato”? “Mi sento una persona che mette al centro della sua azione politica il benessere della persona, del cittadino, che deve essere libero di intraprendere e quindi di sfruttare al massimo le proprie aspirazioni, potenzialità, competenze e ambizioni. Ma un cittadino che sia anche libero dai bisogni e che quindi abbia una garanzia di dignità per quanto riguarda la propria vita. E direi infine un cittadino libero anche nel pensiero. Libero, indipendente e capace di filtrare e interpretare quello che la società manifesta, come pure di rendersi conto di cosa può dare, con responsabilità, agli altri e alla collettività". L’applausometro ieri sera in sala ha visto in vantaggio Pini, seguito da Cattaneo. Per Morisoli invece l’applauso è stato un po’ meno appassionato... "Devo ammettere che ho sentito una sala calda nei confronti del mio messaggio. Si è trattato di un messaggio di coinvolgimento, si vede che è stato apprezzato. Ma anche di un messaggio di umiltà e di convinzione del fatto che in un momento come questo sia fondamentale dibattere sul futuro del partito e, di conseguenza, del Paese. Se davvero vogliamo intraprendere il rinnovamento da più parti auspicato, se davvero vogliamo dare una scossa al PLR e al resto del Cantone, dobbiamo essere tutti protagonisti del cambiamento e non più semplici spettatori di un temuto fallimento. Ho cercato di dipingere il partito che vorrei: più leggero, più attivo e reattivo, più integrativo. Un partito della competenza che punti non solo a piacere, ma soprattutto a convincere delle proprie soluzioni. Un partito che, infine, sappia entusiasmare…e mi sono entusiasmato!". E Gabriele Gendotti? Cos’è successo? La sua esclusione dalla rosa dei candidati alla presidenza ha del clamoroso..."In direttiva, quando si parlava della rosa dei candidati, ho logicamente lasciato la sala, in modo da permettere una discussione libera. Dunque non so, in quel preciso momento, che tipo di ragionamenti sono stati fatti. Poco importa. Io porto avanti la mia candidatura in vista del dibattito interno sul futuro, sulla struttura e sulla sostanza del partito, portando avanti le mie visioni politiche. Sinceramente non mi sono troppo curato di chi poteva accompagnarmi in questa avventura". La candidatura di Giovanna Masoni può sembrare la mossa di una partita a scacchi tesa ad escludere i due estremi. Una sorta di scacco doppio: fuori lei e fuori anche Gabriele Gendotti. Due piccioni con una fava... "Qui si entra nel campo delle ipotesi e delle speculazioni. Ma credo che con dei giovani della mia età che faticano a trovare lavoro, dei padri di famiglia che faticano a pagare la cassa malati e un futuro tutto da costruire, anche a livello ambientale o energetico, questi discorsi passano in secondo piano". [email protected]
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

