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A Palazzo
Piero Marchesi, primo giorno da consigliere di Stato: «Sono entrato a pieno gas»
Redazione
4 ore fa
Dal primo caffè alle 6 del mattino agli scatoloni ancora da sistemare: il nuovo consigliere di Stato racconta il suo debutto a Palazzo, tra famiglia, simboli e il desiderio di affrontare subito i dossier

Giovedì 8 ottobre non è stata una giornata come le altre per Piero Marchesi. Dopo il subentro a Claudio Zali, il neo consigliere di Stato ha affrontato il suo primo giorno a Palazzo governativo, arrivando in ufficio di buon mattino: «Sono partito alle 5.15 da casa, alle 6 ero in ufficio. Volevo avere un paio d’ore per riordinare i pensieri e organizzare la giornata». Una giornata subito intensa, che Marchesi definisce «molto piena di impegni» e positiva: «Questa entrata in carica è già a pieno gas».

In ufficio

Nel nuovo ufficio ci sono ancora gli scatoloni. Pochi, però: tra gli oggetti più personali, una fotografia con la moglie e il figlio e due quadri realizzati proprio dal figlio. Sulla scrivania trova invece posto un regalo ricevuto dai colleghi della Deputazione ticinese a Berna: un coltellino svizzero, che Marchesi considera un simbolo del nuovo incarico, «per cercare di uscire o risolvere le varie problematiche. Anche se non lo utilizzerò, rimane un po' un simbolo», precisa.

Piccole abitudini quotidiane

E nella quotidianità? Il nuovo consigliere preferisce il caffè al tè, WhatsApp alle email e le riunioni faccia a faccia quando il tema è importante. Per pranzo, vista la previsione di giornate intense, non esclude nemmeno le barrette per risparmiare tempo. Sul piano del metodo, Marchesi si dice mattiniero e amante dell’ordine. Quanto alla gestione dei dossier, punta sia sulla diplomazia sia, quando necessario, su «una scossa» per farli avanzare. Infine, una scelta curiosa: se potesse avere un vicino di ufficio, sceglierebbe Norman Gobbi, «per affinità partitica». E alla domanda Consiglio nazionale o Consiglio di Stato, la risposta è secca: «Consiglio di Stato».