
È giusto che i parlamentari si esprimano sulle decisioni prese dalle scuole? Se lo chiede un docente che in merito a un’interrogazione inoltrata negli scorsi giorni dal deputato leghista Michele Guerra (vedi correlati) scrive una lettera in redazione. Il caso riguardo l'allievo, definito dai media Pierino, espulso da un istituto scolastico per aver filmato l'insegnante di ginnastica sotto la doccia.
“Alle persone che quotidianamente operano nel mondo scolastico” scrive il docente della SUPSI Daniele Dell’Agnola, “fa molto piacere che ci siano parlamentari così attenti a quanto accade negli spazi in cui i nostri giovani devono imparare a rispettarsi, leggere, scrivere, far di conto, pensare, diventare liberi cittadini”.
Ma la responsabilità di un’espulsione, sottolinea il docente, dovrebbe essere della direzione. “Che un parlamentare si pronunci in tal modo in merito alle sanzioni, agli interventi puntuali, educativi, preventivi rispetto ai problemi che vive un giovane, è legittimo ma inopportuno” commenta Dell’Agnola. E puntualizza: “Sarebbe come decidere i programmi di insegnamento (anzi, lo si fa spesso senza averne la competenza professionale.) Perché agire con pressioni politiche cogliendo l'occasione da episodi come la bravata del ragazzo in questione?”
Dal suo osservatorio l’insegnante si complimenta con i suoi colleghi per aver preso la responsabilità di fissare dei limiti, per la quale “oggigiorno ci vuole coraggio” scrive. Ma poi ritorna sulla questione dell’intervento della politica nelle decisioni prese dagli istituti scolastici. “Mi chiedo se sia bene perdere tempo, in qualità di parlamentari, per queste vicende che competono chi nella scuola lavora con un mandato educativo ben preciso”
“A me non pare” scrive Dell’Agnola. E conclude: “Forse la politica dovrebbe occuparsi dei veri problemi della scuola. Ma questa è una battuta ormai consumata...”
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