
“È ora di mettere in chiaro quali sono i pezzi grossi a cui bisogna davvero dare la colpa per quello che sta succedendo e succederà al pianeta”. A dirlo è uno dei tre giovani ticinesi che ieri ha protestato tra Lugano e Berna davanti a numerose stazioni di servizio.
“È questa la nostra condanna?”, recitava lo striscione esposto davanti alle pompe di benzina. I tre, in viaggio da Lugano a Berna “per fare un viaggio di servizio per il movimento”, hanno approfittato della trasferta per la loro azione dimostrativa. Hanno preso di mira le stazioni dei colossi petroliferi: “I piccoli gesti nella nostra quotidianità sono importanti”, affermano, “ma perdono il loro senso se vengono vanificati dall’inaccettabile quantità di inquinamento atmosferico causato da tali multinazionali”.
“È necessario quindi protestare contro l’egemonia di tali mercati e convincere la gente a scegliere vie alternative”, continuano. “Spesso però, chi davvero ha in mano il potere e la possibilità di dare una svolta alla situazione attuale, non vede (o meglio non vuole vedere) il problema, come se avesse gli occhi bendati, proprio come gli attivisti dell’azione che volevano rappresentare simbolicamente tale indifferenza”.
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