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Ticino
Picchiava la moglie e spacciava, espulso
Redazione
11 anni fa
Un cittadino dominicano, con 74 attestati di carenza beni sulle spalle, deve lasciare la Svizzera

Il Tribunale federale, con sentenza resa pubblica oggi (2C_497/2015), ha nuovamente confermato una decisione di revoca del permesso di domicilio decisa dalla Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni del Canton Ticino.

In questo caso a rivolgersi alla massima istanza giudiziaria elvetica è stato un cittadino dominicano, classe 1982.

L'uomo aveva soggiornato una prima volta nel nostro Paese da bambino, tra il 1990 e il 1992. Tornato in patria, si era ricongiunto nel 1996 alla madre, che nel frattempo era diventata cittadina svizzera per naturalizzazione. Egli aveva così ottenuto un permesso di domicilio.

Nel 2005 ha avuto una figlia e nel 2006 si è sposato con la di lei madre, nella Repubblica Dominicana.

Entrambe, madre e figlia, sono poi venute a vivere con lui in Svizzera nel 2008, ottenendo un permesso di dimora, rispettivamente di domicilio. Dal 2012 i coniugi sono legalmente separati, la madre ha ottenuto la custodia della figlia e il padre è stato condannato a versarle un contributo mensile di 700 franchi. Soldi anticipati dallo Stato, dato l'inadempimento del genitore, che non ha alcun diploma e che, tranne qualche lavoro saltuario come operaio tuttofare, è sempre stato in disoccupazione.

Nel 2013 l'uomo è stato condannato dalla Corte delle assise criminali alla pena detentiva di 3 anni e 3 mesi, per infrazione aggravata alla Legge federale sugli stupefacenti. Visto ciò, e visto che in precedenza egli era già stato condannato due volte, nel 2010 e nel 2012, per vie di fatto nei confronti della moglie, la Sezione della popolazione ha quindi deciso nel febbraio 2014 di revocargli il permesso di domicilio per motivi di ordine pubblico, ordinandogli di lasciare la Svizzera al momento della sua scarcerazione.

Scarcerazione che è avvenuta il 10 febbraio 2015.

Nel frattempo l'uomo aveva però presentato ricorso contro la revoca del permesso, dapprima al Consiglio di Stato poi al Tribunale amministrativo cantonale, entrambe le volte invano.

A inizio giugno 2015 egli ha poi tentato la sua ultima chance, quella del Tribunale federale di Losanna.

Ma i giudici di Losanna, ribadendo la mancata integrazione del ricorrente e facendo notare che, oltre ad essere un pericolo per l'ordine e la sicurezza pubblica su di lui pendono ben 74 attestati di carenza beni, hanno confermato la decisione cantonale.

Il 33enne deve quindi lasciare la Svizzera con effetto immediato.

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