
"Gli hanno sbattuto la testa contro la parete e lo hanno minacciato perché non dicesse nulla. Poi sono scesi alla loro fermata, mentre mio figlio ha proseguito fino alla sua, dove si è accasciato. Quindi è riuscito a tornare a casa e a chiamarmi. Io mi sono precipitata e l'ho portato al pronto soccorso."
È quanto racconta la mamma di un 13enne che frequenta le Scuole medie di Cevio, il quale sarebbe stato picchiato sul bus scolastico da alcuni altri allievi più grandi.
La mamma, che ha rilasciato la propria testimonianza al Corriere del Ticino, ha spiegato che al giovane è stato diagnosticato un sospetto trauma cranico e che ha avuto mal di testa per vari giorni. "Comunque lo spavento è stato grande" ha aggiunto.
La famiglia del 13enne ha già segnalato la presunta aggressione alla Polizia e ora ha tre mesi di tempo per decidere se inoltrare una denuncia anche al Ministero pubblico.
"Quel che mi chiedo" ha aggiunto la mamma "è come mai nessuno sia intervenuto a fronte di ciò che stava accadendo. E se racconto i fatti, è per fare in modo che non si ripetano."
Fin qui la versione della mamma. Le Fart, che si occupano del trasporto scolastico degli allievi delle Medie di Cevio, preferiscono non esprimersi sul caso in quanto stanno svolgendo delle verifiche, dopo aver ricevuto la segnalazione della donna.
"Non posso ancora entrare nei dettagli, perché sono in corso verifiche, in particolare con l'autista in servizio su quella corsa" ha dichiarato al CdT il direttore Mauro Caronno. "Fortuntamante aggressioni del genere sono molto rare."
"Ma in ogni caso gli autisti sono attenti, anche se non sarebbe il loro compito e se non sempre riescono a vedere quanto accade in tutta la vettura" ha aggiunto il direttore delle Fart. "È già accaduto che fermassero il bus per riportare giovani passeggeri, ma anche adulti, a più miti consigli. Comunque ribadisco che si tratta di eventi rari. Piuttosto siamo frequentemente confrontati con vandalismi ai danni delle vetture."
Anche le Scuole medie di Cevio preferiscono attendere per esprimersi sul caso. "Siamo ancora in attesa della versione ufficiale della madre della presunta vittima" ha affermato il direttore Giancarlo Verzaroli. "Poi valuteremo se sarà il caso di adottare o meno provvedimenti."
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