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Ticino
'Picchiato con calci e pugni. Poi sono svenuto'
Redazione
16 anni fa
La testimonianza di Umberto Vismara, l'83enne che martedì ha subito un'aggressione nel suo appartamento a Molino Nuovo

“Quei due individui non li avevo mai visti prima. Probabilmente mi curavano da un po’. Quando ho aperto il portone mi hanno seguito e sono entrati in ascensore con me e si sono fermati al quinto piano dove si trova il mio appartamento, il lift non sale oltre. Poi hanno finto di raggiungere a piedi il sesto piano e quando ho aperto la porta mi hanno aggredito alle spalle e mi hanno spinto dentro casa: uno mi ha premuto un cuscino sulla faccia; poi mi hanno picchiato con calci e pugni, sono caduto a terra, in sala, e lì mi hanno legato i piedi e le mani dietro la schiena con fili da elettricista, non potevo più muovermi, poi sono come svenuto”. Queste sono le parole dell’83enne Umberto Vismara dalle colonne della Regione, aggredito martedì sera da due sconosciuti nel suo appartamento in Via Ferri 6 a Molino Nuovo. Vismara, conosciuto a Lugano per la sua attività di commercio della carta, ora si trova all’ospedale Civico con un vistoso ematoma sulla tempia destra e con le braccia bendate. Due uomini, lo ricordiamo, lo hanno aggredito martedì attorno alle 18.30 sul pianerottolo del quinto piano in Via Ferri e lo hanno trascinato nel suo appartamento. Poi lo hanno malmenato e lo hanno legato. Secondo la polizia cantonale, che ieri ha diramato una nota stampa, si tratta “di un'aggressione probabilmente a scopo di rapina”. “Lo hanno trattato come una bestia, poteva morire”, afferma accanto al letto del marito la moglie Anna. E continua. “Aveva il volto sanguinante. La casa era sottosopra: hanno rovistato dappertutto: gli hanno rubato orologi di marca, gioielli e soldi”. “Non hanno proferito parola per cui non so di che origine fossero – spiega ancora Vismara, parlando dei due aggressori che lo hanno percosso con violenza –. Uno era alto e l’altro basso, uno era di pelle scura, forse brasiliano, e il secondo castano, entrambi sui trent’anni”. Ora spetta al sostituto procuratore pubblico Paolo Bordoli far luce su questo caso di aggressione.

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