
«La presa di posizione di Claudio Zali è personale: ha dichiarato di mettersi a disposizione ed è pronto a essere della partita. Le eventuali alleanze con l’UDC dovranno essere discusse in altre sedi. Per il momento abbiamo semplicemente preso atto della sua disponibilità». Così il coordinatore della Lega Daniele Piccaluga commenta la decisione del consigliere di Stato leghista di ricandidarsi alle prossime elezioni cantonali.
Il piano B
Sul cosiddetto «piano B» evocato da Zali — ovvero una possibile candidatura al Consiglio degli Stati in caso di mancata rielezione — Piccaluga invita alla prudenza. «Si tratta di una questione che dovrà essere valutata dopo aver chiarito l’alleanza e la composizione della lista, con o senza l’UDC. In questa fase è prematuro entrare nel merito». Zali ha inoltre espresso il desiderio di restare o tornare alla guida del Dipartimento del territorio. «La ripartizione dei dipartimenti spetta al Governo una volta concluse le elezioni», ribadisce Piccaluga, aggiungendo che il consigliere di Stato «si è detto eventualmente disponibile anche a tornare alla gestione completa del Dipartimento».
"Nessuno attacco a Gobbi"
Le recenti dichiarazioni di Zali sulla nuova strategia relativa ai radar, annunciata ieri nell'ambito del bilancio della polizia cantonale, non vengono invece interpretate come un attacco al collega Norman Gobbi. «Assolutamente no. Credo che Zali, insieme al comando della Polizia cantonale, abbia fatto le proprie riflessioni e abbia semplicemente comunicato le decisioni. Non c’è alcun attacco a Gobbi», precisa il coordinatore leghista.
Reazioni anche a sinistra
La mossa di Zali suscita commenti anche sul fronte opposto. Secondo il co-presidente del PS Fabrizio Sirica, la decisione è politicamente rilevante «non tanto per la figura individuale, quanto per l’assetto delle liste che sembra delinearsi», con Lega e UDC potenzialmente separate. Uno scenario che potrebbe aprire nuovi margini di manovra nella corsa al Consiglio di Stato. Per la sinistra, osserva Sirica, si tratta di capire «se con un progetto si possa aspirare davvero a giocarsi la partita oppure no».

