
Ieri il Festival di Locarno ha presentato il suo nuovo direttore artistico, Giona Nazzaro. Critico e professore ha già collaborato con numerosi festival. E, non da meno, il Festival di Locarno lo conosce bene. Così, ai microfoni di Teleticino, ha regalato il suo ricordo più bello della kermesse. “Il ricordo locarnese al quale sono più affezionato è senz’altro quando ho avuto l’opportunità di accompagnare Michael Cimino in giro per la sale di Locarno per presentare i suoi film. Ricordo in particolare il momento in cui abbiamo proiettato in versione integrale il suo film ‘I cancelli del cielo’. Vedere la commozione di Michael Cimino è stato uno dei più grandi regali che ho avuto da Locarno”.
Qual è il suo obiettivo principale qui a Locarno?
“Realizzare la 74esima edizione del Festival di Locarno nelle condizioni migliori possibili”.
Il presidente ha detto: “Costi quel che costi, Piazza Grande la vogliamo riaprire”. Cosa significa?
“Che riapriremo Piazza Grande. Mi perdoni, ma è proprio così”.
Ma pensa di lavorare anche a dei piani alternativi?
“Abbiamo sempre lavorato, anche in condizioni non Covid, ad altri piani. Perché non si può andare in scena con un progetto e un piano unico”.
Ha detto che a livello europeo, ma anche mondiale, la piazza di Locarno è la più grande, ma anche la più vicina al pubblico. Ci chiarisce questo concetto?
“Quando in Piazza Grande si proietta un film come ‘Sotto gli ulivi’ di Abbas Kiarostami, che è uno dei più grandi maestri del cinema in assoluto, uno dei più grandi; e subito dopo si proietta ‘Speed’, si dimostra di avere una consapevolezza di quello che è il cinema, di quelli che sono i molteplici pubblici del cinema. Questa è un’indicazione di lavoro per me preziosissima. In questo senso dico che in piazza si ritrovano sia gli spiriti che cercano un certo tipo di cinema, sia coloro che al cinema chiedono emozioni di un altro tipo. Però la piazza salda questi due momenti”.
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