
Il Consiglio di Stato del canton Zurigo si sta attivando per contrastare la perdita di posti di lavoro che si prospetta a seguito dei licenziamenti da parte di UBS. Ma anche il Ticino sarà colpito dai tagli UBS, in quanto verranno soppressi, a quanto pare, 100 posti di lavoro; i licenziamenti saranno invece 30-40. Altri istituti di credito potrebbero applicare in futuro misure analoghe. Alla perdita di impieghi si aggiunge la perdita di gettito fiscale (sia dei dipendenti licenziati che degli istituti). La piazza finanziaria ticinese, la terza per importanza a livello elvetico, oltre che indebolita dalla crisi è minata dai cedimenti sul segreto bancario da parte dell'autorità federale ed esposta al rischio di un possibile scudo fiscale 3 ad opera dell'Italia. In questo contesto il deputato della Lega dei Ticinesi Lorenzo Quadri chiede oggi con un'interrogazione al Consiglio di Stato come mai - visto anche che in passato si è "giustamente attivato" per le "Officine FFS", o la "chiusura di uffici postali" - ora "rimane silente quando ad essere minacciata è la piazza finanziaria, e ad essere a rischio sono i posti di lavoro dei bancari?" Quadri pone poi quattro domande al Governo ticinese. In particolare vuole sapere se per il Consiglio di Stato la "salute della piazza finanziaria ticinese è una priorità?" "In che modo il Consiglio di Stato intende attivarsi affinché i tagli occupazionali sulla piazza finanziaria ticinese vengano contenuti il più possibile ed effettuati in modo socialmente compatibile?" Se sosterrà "le persone che verranno colpite da licenziamenti, e se sì in che modo?" Ed infine se è intenzione del Consiglio di Stato "verificare quel che viene fatto a Zurigo e, se del caso, prendere spunto?" Foto CdT
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