
Il settore bancario è in fibrillazione. Le condizioni quadro entro le quali si è operato negli ultimi decenni stanno cambiando radicalmente. Le pressioni dell’UE e degli Stati Uniti sul segreto bancario, la “Weissgeldstrategie” voluta dal Consiglio Federale. Ma non è solo il settore bancario a dover ridisegnare le proprie strategie. Anche il parabancario, ed in particolar modo le fiduciarie. Se ne è accennato, ma non si è mai proceduto ad un’analisi più accurata di questo settore, che quanto a numero di impieghi non è secondo alle banche. Ne abbiamo parlato con Luca Confalonieri, responsabile del segretariato dell’OAD, l’organismo di autodisciplina dei fiduciari, che da tempo mette in guardia sulle conseguenze dei mutamenti citati per quel che concerne gli operatori non-bancari. Cominciamo con il quantificare l’importanza del parabancario (fiduciarie) in Ticino. Quanti sono gli impiegati nel settore? "Difficile fare una stima poiché non vi sono dati pubblici certi. La nostra associazione conta circa 550 soci. Possiamo considerare che rappresentano circa 2’200-2'500 posti di lavoro. Se aggiungiamo gli iscritti ad altri OAD e coloro che svolgono attività che non necessitano di autorizzazioni possiamo stimare il mercato dell’impiego nelle fiduciarie tra i 4'000 e i 5'000 posti di lavoro. A ciò ovviamente si aggiunge tutto l’indotto". Come si compone il mondo delle fiduciarie ? "È un mondo variegato composto da gestori patrimoniali, immobiliaristi, uffici di cambio, consulenti fiscali internazionali e/o locali, contabili, revisori eccetera. Non tutti sono toccati in egual misura dai cambiamenti in atto. I più esposti attualmente sono i gestori patrimoniali e i commercialisti con clientela estera". Rispetto ad una banca, a quali problemi va in contro una fiduciaria, nell’ottica dell’evoluzione sul segreto bancario? "Le fiduciarie come le banche, e qui parliamo in particolare dei gestori patrimoniali – ma anche i commercialisti sono toccati da questa problematica –, non potranno più occuparsi di averi non correttamente fiscalizzati nel paese di residenza del cliente. E questo cambiamento non sarà graduale. Secondo le informazioni in nostro possesso l’impossibilità di gestire sia in Svizzera che all’estero averi non fiscalizzati verrà meno nei prossimi 18-24 mesi". Quanto dovrebbe in gestione una fiduciaria per poter sopravvivere? "Non esistono cifre “standard” per garantire la sopravvivenza. Tutto dipende anche da che tipo di regolamentazione le nostre autorità intenderanno mettere in atto nel settore parabancario (orizzonte temporale 2015). L’OAD FCT si sta battendo, unitamente ad altri OAD, presso il Dipartimento Federale delle Finanze affinché la sopravvivenza venga garantita anche per le piccole strutture, entità atipiche nel mondo europeo ma molto radicate nel nostro tessuto socio-economico". L’ apertura del mercato italiano per gli operatori finanziari svizzeri potrebbe bastare per “salvare” le fiduciarie? "Fintanto che la politica non elaborerà delle norme eurocompatibili per la vigilanza prudenziale dei gestori patrimoniali l’accesso al mercato estero gli resta precluso. Le attuali trattative - ad esempio con l’Italia -riguardano le banche e non il settore parabancario. Si potrà considerare una possibilità di apertura al mercato estero per i gestori patrimoniali non prima comunque del 2015-2018. Per i commercialisti l’accesso al mercato estero resterà comunque una chimera". Il tavolo di crisi che si è voluto in questi giorni è arrivato troppo tardi? Si doveva reagire prima? "Il tavolo della crisi è sicuramente una iniziativa interessante che ci auguriamo non si esaurisca nei cinque incontri previsti, ed è per questo che il nostro Presidente Sig. Massimo Tognola ha deciso di parteciparvi attivamente. Il nostro OAD è da almeno due
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

