
Gli occhi sono nuovamente puntati sul sedime Torre, che un giorno dovrebbe ospitare la torre di 70 metri accanto alla rotonda di Piazza Castello di Locarno. Ma questa volta non c’entrano i progetti lanciati dagli architetti Mario Botta e Bruno Huber. No, la questione riguarda il costo del sedime stesso. Il sasso è stato lanciato da Giuliano Bignasca che dalle colonne del Mattino della domenica ha azzardato la cifra: il terreno costerebbe almeno 25 milioni di franchi, ma l’esecutivo cittadino sarebbe pronto ad acquistarlo per 15 milioni al massimo. Infatti il Municipio non avrebbe fissato un prezzo minimo riguardante il valore del terreno. “Basta regali ai soliti caimani!”, tuona Bignasca dalle colonne del suo domenicale.Le due cordate che hanno lanciato il progetto, si legge sul Corriere del Ticino, intendono infatti offrire entrambe meno di 14 milioni. Secondo Renza De Dea, che rappresenta una delle due cordate “il valore di un terreno è dato dalle possibilità edificatorie e non dalla sua superficie. A Locarno per una costruzione di media grandezza il valore si situa tra i 700 e i 1000 fr./mq/superficie abitabile. In questo caso, dove se ne possono costruire 25.000 di SUL, il valore al mq evidentemente diminuisce. Va poi considerato - prosegue - che a causa della tutt'altro che allettante ubicazione del terreno, i primi 8-10 piani non possono essere destinati ad appartamenti”. Ma non solo. Per Renza De Dea “Se Giuliano Bignasca - o meglio il burattinaio che sta dietro a questa sparata - conferma la sua valutazione con un'offerta di acquisto per 25 milioni, il mio gruppo è pronto a cedergli l'operazione perché né da parte mia, né da parte degli investitori che rappresento vi è l'intenzione di “approfittare” di un bene pubblico. Il terreno è lì da vedere e non è un mistero che si tratta di un'area difficilissima da commercializzare”. “È evidente – termina - che dietro a Bignasca c'è chi vuol impedire la realizzazione di questo edificio - e meglio dell'albergo con le sale congressuali - e ha interesse a mettere i bastoni fra le ruote seminando zizzania, pur non avendo il coraggio civico di mostrare la faccia”. Anche secondo Angelo Renzetti, promotore del secondo progetto della torre disegnata da Mario Botta, la cifra azzardata da Bignasca è tutt’altro che realistica. “Il presidente della Lega definisce l'opera una “cattedrale nel deserto”. Beh, io gli rispondo che nemmeno il deserto costa così caro…”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

