
Trasmettere il patrimonio culturale, con un'operazione di recupero storico-paesaggistico che risulterà in un unicum in Svizzera. È questo l'obiettivo della Fondazione Pianspessa. Al centro degli interventi previsti sulle pendici orientali del Monte Generoso ci sono un complesso rurale, una nevèra e dei muri a secco, ma non solo. Questa settimana tocca al roccolo, una struttura presente dal '700 che tornerà ad avere il suo tondo. Siamo andati sul posto per seguire i lavori.
Un unicum in Svizzera
Il roccolo è spesso associato ad una torre di pietra, anticamente utilizzata per la caccia ai volatili. In Ticino ed in Svizzera resistono diversi esempi. Quello che è poco conosciuto è che spesso queste strutture disponevano di un tondo, un «giardino» frontale nel quale venivano attirati ed irretiti i volatili. Questa parte vegetale è spesso la prima ad andare in decadenza. Ed è su questa parte che questa settimana interviene la Fondazione Pianspessa, completando il restauro del roccolo sul Monte Generoso. Ad essere piantati sono gli arbusti «adottati» da una sessantina di volontari un anno fa. Una sfida non indifferente, spiega l'architetto paesaggista Sophie Ambroise, che con il team di Officina del Paesaggio si occupa dell'intervento: «È una sfida molto bella non più pensare il roccolo solo come una torre di pietra, ma con il suo anfiteatro verde. L'unico roccolo vegetale della Svizzera». «È importante salvaguardare questi luoghi proprio perché prima eravamo un tutt'uno col nostro patrimonio e la natura. Sono delle memorie storiche, come il Colosseo. Anche noi avremo il nostro Colosseo in Valle di Muggio», prosegue Ambroise.
«Eravamo quattro amici al bar»
La Fondazione Pianspessa risulta da un'iniziativa dal basso, ci racconta il presidente Luca Cereghetti: «potrei citare una canzone e dire che eravamo quattro amici al bar». «Alcuni anni fa, frequentando questa montagna dove sono nato, ho visto che c'era questo sedime molto ricco di elementi naturalistici e culturali da valorizzare. Ne ho parlato con amici e amiche specializzati in vari ambiti: diritto, biologia, agronomia, turismo. Con loro è nata l'idea di una fondazione che potesse valorizzare questo paesaggio», prosegue Cereghetti. Nel frattempo, il progetto ha guadagnato il sostegno di Dipartimento del Territorio, Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio, come anche del comune di Castel San Pietro e di altre fondazioni. I lavori non finiscono qui. L'obiettivo è recuperare degli spazi da dedicare alle scolaresche, e sono già una cinquantina quelle che hanno visitato Pianspessa. Ma non solo. «Abbiamo anche degli spazi di valorizzazione del latte proveniente dal latte. Cerchiamo una misura collettiva che possa aiutare gli agricoltori e le agricoltrici della montagna a lavorare in loco il loro prodotto», spiega Cereghetti. Questi, però, sono «auspici per il futuro. È una relazione che va tessuta e coltivata con gli agricoltori della montagna».

