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Ticino
Piano finanziario: profondo rosso
Redazione
19 anni fa
Finanze cantonali: la previsione è di oltre 150 milioni di franchi di deficit all'anno

Signore e signori, prepariamoci. Per la serie a volte ritornano, le finanze cantonali ticinesi sono pronte a riproporre il tema “lacrime e sangue”. Il piano finanziario appena allestito dal Dipartimento finanze ed economia e consegnato negli scorsi giorni al Consiglio di Stato, parla chiaro. Chiarissimo.  Il deficit strutturale che il cantone prevede per la legislatura supera i 150 milioni di franchi l’anno. E potrebbe attestarsi sugli oltre 170 milioni già iscritti nel preventivo 2008. Preventivo 2008 che tuttavia prevede un ammortamento straordinario di 45 milione per il passaggio delle strade nazionali alla Confederazione.

La situazione insomma è grave. D’altronde la ministra delle finanze Laura Sadis, in molteplici interventi pubblici, non le ha mai nascoste le sue preoccupazioni. Ma forse qualcuno, e tra questi qualche ministro, non si aspettava che le finanze stessero tanto male. La sensazione che circola nei corridoi di Palazzo è quella di essere tornati ai piedi della scala. Con in più l’obbiettivo annunciato a più riprese di arrivare in cima ai gradini, centrando entro fine legislatura il pareggio dei bilanci. Non sarà facile. Pur potendo immaginare una stima al ribasso delle entrate, tesi già sollevata sul preventivo di quest’anno e nella sostanza dimostrata dall’ultimo pre-consuntivo, un grosso pacchetto di misure di rientro non ce lo leva nessuno. Un pacchetto che si potrebbe stimare, sempre a dipendenza dell’andamento del gettito, intorno ai 100 milioni. Non è detto che il Governo opterà per un  pacchetto soltanto o più d’uno. Ciò che è certo è che uno sforzo in quell’ordine di cifre bisognerà farlo. E che le misure governative dovranno essere di tipo strutturale. Vale a dire interventi definitivi e non passeggeri. In modo che il deficit sia tagliato alla radice e non ricresca l’anno dopo.

Come fare lo sapremo nelle prossime settimane. Laura Sadis sta allestendo per i colleghi un metodo di lavoro. Per questo è quasi da escludere che il piano finanziario possa essere presentato prima della fine di dicembre. Il lavoro è appena iniziato e sarà lungo e difficile. È quindi da escludere che il Governo assecondi la Commissione della Gestione e consegni ai commissari un bozza del documento. C’è poi da capire come i ministri imposteranno politicamente la manovra di rientro. Se tornerà la politica dei tagli o, più probabilmente, quella della così detta simmetria dei sacrifici, con interventi sia sulle uscite che sulle entrate.

C’è ancora un ultimo spunto da tener presente. Il clima in Consiglio di Stato è buono e se questo non muterà e prevedibile il raggiungimento di un accordo. Con il Parlamento, e con la Gestione in particolare, i rapporti si stanno invece complicando. Ultimo motivo di divergenza, l’intenzione da parte della maggioranza dei Commissari di proporre un emendamento, contro il parere dell’Esecutivo, che reintroduca l’assegno anticipo alimenti. Costo dell’operazione: tre milioni di franchi. Ministri e Commissari parleranno di questo ed altro nell’incontro in agenda martedì prossimo.

Per riuscire a risanare le finanze, tuttavia, Governo e Gran Consiglio dovranno remare nella stessa direzione, come ha ricordato Laura Sadis durante la presentazione dell’ultimo preventivo. Altrimenti sarà impossibile centrare l’obbiettivo del pareggio dei conti. Andrea Leoni

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