
Il tempo stringe e il nuovo Piano energetico e climatico cantonale (PECC) rischia di sciogliersi come il ghiaccio al sole. Con questa metafora i Verdi hanno rilanciato a Bellinzona il dibattito sul pacchetto di misure che sarà esaminato lunedì dal Parlamento.
Il PECC
Il piano prevede, tra le altre cose, il rinnovamento degli impianti idroelettrici, la pianificazione della rete pubblica di ricarica per i veicoli elettrici e incentivi per gli impianti solari, le centrali termiche a legna e la produzione di biogas. Per il capogruppo Matteo Buzzi si tratta di «un passo veramente in avanti» rispetto al precedente piano e di uno strumento necessario per affrontare la crisi climatica, resa evidente anche dagli eventi estremi che hanno colpito il Ticino.
Chi lo sostiene
Il progetto raccoglie il sostegno di diversi schieramenti, tra cui Verdi liberali e PS, oltre che di organizzazioni ambientaliste. Per Sofia Cereghetti, del WWF Svizzera italiana, occorre lavorare sulla mitigazione dei cambiamenti climatici e quindi sulla decarbonizzazione della società. «Adattare la nostra società all’impatto dei cambiamenti climatici è altrettanto importante, ma in un certo senso è il prezzo da pagare se non lavoriamo sulla decarbonizzazione e sulla riduzione delle nostre emissioni di gas a effetto serra».
Le conseguenze sanitarie delle temperature estreme
Presenti anche le Anziane per il clima, che hanno riportato l’attenzione sulla storica sentenza della CEDU del 2024 e si interrogano su quanto sia realmente cambiato da allora. La crisi climatica, è stato sottolineato, non riguarda però soltanto le persone più vulnerabili: anche i lavoratori sono esposti alle conseguenze delle temperature estreme. Un’emergenza che assume sempre più anche i contorni di una questione sanitaria. Come evidenziato dal medico Pietro Maino Hurst, fino al 28 giugno l’EOC aveva registrato circa 1'000 accessi al pronto soccorso nei quali il caldo era uno dei fattori. Circa il 40% delle persone ha dovuto essere ricoverato. «Il caldo ha avuto un grande effetto su tutti noi, anche sui meno vulnerabili. Non abbiamo potuto svolgere normalmente l’attività fisica, abbiamo dormito peggio e sappiamo quanto il sonno sia importante per la salute quotidiana. E questa è solo la punta dell’iceberg», ha spiegato Hurst.
Il dibattito in Parlamento
Sul fronte politico, i Verdi temono ulteriori modifiche al ribasso del testo durante il dibattito parlamentare. L’UDC, unico partito contrario al PEC, parla invece di una politica energetica «ideologica», criticando obblighi, investimenti e maggiori costi dell’elettricità e sostenendo che il problema dell’approvvigionamento invernale resti aperto. Alle Orsoline, insomma, la temperatura politica è destinata a salire.

