
In una lettera inviata al Cantone, la Catef, associazione che rappresenta l'economia fondiaria e la proprietà, ha espresso diverse perplessità in merito alla modifica del piano direttore cantonale messa in consultazione dal Governo.
Pur riconoscendo l'impegno profuso, la Catef ritiene che la presentazione sia stata "troppo sintetica e nebulosa", riferendosi in particolar modo al "dimensionamento e all'allocazione su scala cantonale delle destinazioni funzionali afferenti al lavoro, allo svago, alla mobilità pubblica e privata, alla residenza, alle infrastrutture pubbliche e quant'altro".
"La prova è la levata di scudi da parte dei comuni, di alcuni partiti di governo e delle associazioni economiche di riferimento" sottolinea l'associazione in una nota.
Per questo motivo la Catef chiede al Governo di predisporre una seconda consultazione dopo aver calibrato le prese di posizione pervenute dalle istituzioni più significative, facendo emergere "convergenze costruttive".
"In gioco", ribadisce l'associazione, "vi è lo sviluppo sostenibile per i prossimi 30 anni che non può venire affidato solo ad un pugno di volenterosi funzionari senza la condivisione ed il controllo da parte del mondo politico e di riflesso anche da parte della società civile".
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