
Il PS ha inviato al Dipartimento del territorio una missiva - che riportiamo di seguito - contenente le proposte del partito in merito alla consultazione “proposte di modifiche del piano direttore”.
"L’approccio innovativo ai temi della gestione del territorio, introdotto con la revisione della Legge federale sulla pianificazione territoriale (LPT), trova la sua realizzazione cantonale nella modifica delle schede di Piano direttore (PD) qui in esame. La crescita degli insediamenti abitativi e di lavoro nel Cantone, che per decenni ha seguito uno sviluppo in parte caotico e dispersivo, spesso slegato dalle infrastrutture di trasporto publico, dovrebbe ora essere ridimensionata e con un giro di boa tendere allo sviluppo centripeto, alla densificazione e alla vicinanza alle infrastrutture di trasporto pubblico!
Operazione non facile, per raggiungere gli obiettivi della quale sarà necessario uno sforzo maggiore che non la modifica del PD e la sua applicazione. In particolare saranno da rivedere i Programmi di agglomerato che spesso hanno ignorato il principio per cui gli investimenti infrastrutturali devono servire gli obiettivi di pianificazione centripeta, di insediamenti residenziali e di lavoro legati alla rete di trasporto publico e di miglioramento della qualità dell’aria e della vita.
Tra gli aspetti che sembra non sufficientemente affrontati nelle schede in esame troviamo:
• gli squilibri tra Sopra- e Sottoceneri;• i rapporti e la compensazione dei servizi tra periferia e centri;• la dispersione e la superficie delle zone industriali;• la necessità di rivitalizzare i centri urbani;• la realtà transfrontaliera.
Per concludere, il PS Ticino condivide di principio l’applicazione della LPT in Ticino, come prevista dalla modifica delle schede di PD in esame, con alcune osservazioni generali:
• Non si condivide il proposito di abolire l’esame preliminare del PR.• La consulenza e l’aiuto finanziario del Cantone ai Comuni per aderire ai compiti loro assegnati, sembrano insufficienti, di fronte alla mole di lavoro richiesta.• La riduzione delle zone edificabile sovradimensionate deve essere affrontata con urgenza e con il sostegno finanziario del fondo accumulato grazie alla compensazione degli utili pianificatori.• Le misure tese a contrastare la tesaurizzazione dei terreni, prevista dalla LPT, sono da realizzare al più presto.
Scheda R1 - Modello territoriale cantonale
Aspetti positivi che condividiamo:• Riconoscimento dell’agglomerato di Chiasso-Mendrisio.• Rinuncia della definizione delle aree e del loro profilo di sviluppo.• Spazi funzionali: descrizione degli obiettivi di sviluppo territoriale. (ma vedi anche sotto).
Aspetti problematici:• Crescita di circa 46’000 abitanti per il periodo 2015–2030. Si tratta dell’estrapolazione di un trend, che pur non irrealistico, non coincide necessariamente con gli obiettivi di crescita sostenibile del Cantone. Considerando il tasso di natalità della popolazione residente, si tratta di una crescita dovuta principalmente all’immigrazione.• Spazi funzionaliCentro e suburbano: non è più accettabile il riferimento a uno «sviluppo insediativo concentrato […] lungo i principali assi stradali»; Periurbano: l’obiettivo di densificare le zone residenziali deve essere più esplicito. Retroterra e montagna: il ricupero degli insediamenti nei nuclei va perseguito attivamente, facilitando la conversione ad abitazioni idonee, evitando restrizioni non necessarie ed eventualmente aiutando i Comuni ad intervenire. Il mantenimento o addirittura l’incremento nel numero di abitanti e dei posti di lavoro, va perseguito scegliendo con cura i comparti dove questo approccio è sostenibile.• Relazioni tra i differenti spazi funzionali: in funzione degli obiettivi di sviluppo equilibrato e coerente, andrebbero indicate le relazioni tra gli spazi funzionali all’interno di un medesimo agglomerato, in particolare la funzione di svago che le parti periferiche svolgono a favore di quelle maggiormente urbanizzate.• Osservazione: nella cartina a pag. 7 Biasca è indicata come centro regionale e non come agglomerato, mentre nella cartina a pag. 9 è indicata come zona suburbana e periurbana.
Scheda R6 - Sviluppo degli insediamenti e gestione delle zone edificabili (Sviluppo e contenibilità del PR)
Si apprezza lo sforzo di implementare quanto prescritto dalla LPT, ma ci sono dubbi sull’attribuzione dei compiti ai Comuni. Per evitare spese eccessive e ritardi è opportuno che il Cantone assuma in prima persona, o comunque assista organizzativamente e finanziariamente i Comuni, più di quanto già previsto, nella verifica del dimensionamento e nella preparazione del programma di azione.
INDIRIZZI - Lo sviluppo centripeto di qualità
La «crescita auspicata» a livello locale per il dimensionamento delle zone edificabili (ZE) non deve essere necessariamente quella indicato come «scenario di riferimento» (46’000 abitanti per tutto il Cantone). È opportuno che i PR siano basati su un dimensionamento sostenibile e veramente auspicabile. La «salvaguardia e la promozione di alloggi a pigione sostenibile» deve esse una vera promozione e deve contendere anche forme cooperative, intergenerazionali ecc.
MISURE
3.1 Sfruttare le zone edificabili in vigoreIl principio che «le zone edificabili in vigore non possono essere di principio ampliate» deve esse applicato con il massimo rigore. Le eccezioni citate devono esse applicate in modo restrittivo.
3.2 Adeguare il dimensionamento delle zone edificabiliI vari compendi all’indirizzo dei Comuni per la realizzazione del dimensionamento delle ZE, dello stato dello sfruttamento dei terreni edificabili e quello delle opere di urbanizzazione e per fissare gli obiettivi di crescita delle unità insediative implicano un compito gravoso per i Comuni che potrebbero non essere in grado di farlo o essere comunque confrontati con costi eccessivi.
Il riferimento alle previsioni statistiche della scheda R1 deve valere salvaguardando l’autonomia dei Comuni di determinare lo sviluppo auspicabile, proponendo una crescita dove si privilegiano obiettivi di maggior qualità.
3.3 Elaborare e attuare un programma d’azione comunale per lo sviluppo centripeto di qualitàIl Cantone è chiamato ad aiutare i Comuni nell’elaborazione e nell’attuazione di questo programma d’azione.
3.4 Garantire gli alloggi a pigione sostenibile e favorire le abitazioni primarieOltre a quanto è già evidenziato sopra (cfr Indirizzi), si valuta che la misura di limitazione delle residenze secondarie sia decisamente insufficiente. Essa regola solo la trasformazione delle abitazioni primarie esistenti e tralascia la questione dell’uso delle riserve (nuove possibilità edificatorie). Dalla misura così come presentata sarebbero esentati in particolare i Comuni di lago, come la maggior parte di quelli del Luganese, pure inclusi nelle aree di intervento indicate dallo studio di base sulle residenze secondarie e riprese nel Rapporto esplicativo a pag. 19. Se l’obiettivo è quello di mantenere un rapporto equilibrato tra abitazioni primarie e secondarie, in particolare nelle aree di intervento, e non superare la soglia del 20%, indicata dalla legge, non è possibile prescindere dalla salvaguardia del potenziale edificatorio rimasto anche nei Comuni non ancora assoggettati.
COMPITI
La presentazione di «un messaggio per la semplificazione delle procedure dei Piani regolatori entro 3 mesi dall’adozione della presente scheda» non può essere accettato specialmente per quanto riguarda la proposta di rinunciare all’esame preliminare (rapporto esplicativo, pag. 36). Il ruolo del piano di indirizzo può essere migliorato nel senso di una prima pianificazione di insieme e non di dettaglio, come già sperimentatocon successo in alcuni progetti pilota.
Scheda R10 - Qualità degli insediamenti (Spazi pubblici e qualità dello spazio costruito)
Il principio che «qualsiasi pianificazione, progetto o intervento che modifichi il territorio deve essere inteso quale occasione per arricchire, preservare o riqualificare il contesto in cui si inserisce, rispettandone l’identità» è condiviso e sostenuto.
Osservazioni:
• Il riferimento alla «fluidità del traffico» nel disegno della trama viaria, di solito è inteso a favore del trasporto individuale motorizzato (TIM). Il TIM va moderato a vantaggio del trasporto pubblico.• La «ricerca di nuovi modelli abitativi» è da concretizzare, favorendo concretamente la creazione di cooperative e le iniziative intergenerazionali.
Conclusione
Il PS Ticino auspica che la revisione della LPT e la sua realizzazione nel Cantone attraverso le modifiche del PD, possano portare a un cambiamento di mentalità e di approccio alla pianificazione, affinché tutto il territorio cantonale possa essere gestito in modo sostenibile e razionale, rimediando ai molti errori compiuti nel recente passato".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

