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Ticino
Piano di risparmio SSR: "Limitate i licenziamenti"
Piano di risparmio SSR: "Limitate i licenziamenti"
Piano di risparmio SSR: "Limitate i licenziamenti"
Redazione
7 anni fa
L’Associazione dei giornalisti preoccupata per la situazione in casa SSR e lancia un appello alla politica

Arrivano le prime reazioni riguardo al piano di risparmio annunciato oggi dalla SSR, che prevede un risparmio di 50 milioni di franchi il prossimo anno a livello nazionale, di cui 8 nella Svizzera italiana. Un piano che non esclude licenziamenti, ha affermato il direttore della RSI Maurizio Canetta

Per l’Associazione dei giornalisti della Svizzera italiana (ATG) si conferma quanto già denunciato dall’ultima edizione dello studio sulla qualità dei media svizzeri, condotto annualmente dall’università di Zurigo. "Gli introiti pubblicitari veicolati dalla stampa – scritta o elettronica che sia – finiscono in proporzioni sempre più ampie nelle casse di Facebook, Google o di altri colossi della rete. Una dinamica che colpisce anche la Società Svizzera di Radiotelevisione" sottolinea l'ATG in una nota, dicendosi preoccupata per quanto sta capitando in casa SSR. L'Associazione invita pertanto la direzione della televisione pubblica a "tenere in massima considerazione il valore del proprio personale, per limitare il più possibile il ricorso ai licenziamenti annunciati, anche perché ci sarà sempre e comunque bisogno di personale giornalistico e tecnico per continuare ad affrontare – si spera con successo – la cosiddetta “rivoluzione digitale”, fenomeno con cui sono confrontati ormai tutti i media".

"Più in generale quanto annunciato oggi dalla SSR" prosegue la nota, "dovrebbe far capire che nel nostro Paese è in corso una sorta di “sottrazione silenziosa” degli introiti pubblicitari, che finiscono sempre più spesso all’estero, a rimpinguare i già floridi conti dei colossi della Rete. Se di questo soffre anche la SSR, figuriamoci quanto ne possano risentire gli altri attori mediatici svizzeri, più piccoli e fragili. Per questo motivo l’ATG ritiene più che mai urgente che anche il mondo politico si renda conto di questa situazione. La stampa scritta e i siti di informazione online hanno bisogno di essere sostenuti, di recente il Consiglio federale ha varato proprio delle misure in questo senso, seppur di portata non ancora soddisfacente. Altri atti parlamentari in materia sono al vaglio della Camere federali". 

SSM: "Il limone è spremuto”

Anche il sindacato svizzero dei mass media (SSM) ha preso atto con grande preoccupazione dell’ulteriore risparmio di 50 milioni per contrastare l’erosione delle entrate pubblicitarie.

"Se la SSR, come datore di lavoro, non può essere ritenuta responsabile per le perdite pubblicitarie (che coinvolgono tutto il ramo mediatico), ancor meno può essere ritenuto responsabile il personale della SSR, già spremuto come un limone" scrive il sindacato in una nota. "Eppure, il 4 marzo 2018, il popolo svizzero, a stragrande maggioranza, si era espresso per il mantenimento di un servizio pubblico forte e di qualità".

"Tuttavia, tutto ciò è possibile unicamente se al personale della SSR è concesso il tempo necessario per svolgere al meglio il proprio lavoro" si continua a leggere. "Nel corso degli scorsi anni, i collaboratori della SSR sono stati messi fortemente sotto pressione da diversi pacchetti di risparmio e ora si è raggiunto il limite. Oltre, non si può più andare se non si vuole mettere a repentaglio la qualità dell’offerta oltreché la qualita di vita e la salute dei collaboratori".

"Per il momento non si conoscono ancora le misure concrete di questo ulteriore pacchetto di risparmio di 50 milioni. La SSR, per i prossimi passi, prevede di coinvolgere il partner sociale. Veglieremo affinché questo venga mantenuto. L’SSM, insieme al personale, elaborerà delle alternative alla diminuzione dei posti di lavoro e le presenterà ai responsabili SSR. Ci aspettiamo che queste alternative vengano valutate seriamente e che questi nuovi risparmi aggiuntivi non comportino un ulteriore aumento della pressione sul lavoro quotidiano del personale".

MPS: "No ai licenziamenti alla RSI, difendiamo il servizio pubblico"

Pure l'MPS ha preso posizione sul piano di risparmio, esprimendo solidarietà ai lavoratori: "Per il Ticino si tratta di un ulteriore colpo, poiché vengono di fatto soppressi ulteriori e qualificati posti di lavoro. È ora di reagire. È ora che il personale prenda l’iniziativa di azioni di contestazione di questa logica, superando l’immobilismo sindacale che ha caratterizzato gli ultimi anni. Spetta a loro, ai lavoratori e alla lavoratrici della RSI, decidere come opporsi a questa nuova mazzata".

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