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Piangono i negozi piccoli, sorridono i grandi
Piangono i negozi piccoli, sorridono i grandi
Piangono i negozi piccoli, sorridono i grandi
Redazione
10 anni fa
Terzo trimestre 2016 in calo per il commercio al dettaglio. Ma la grande distribuzione conferma i segnali di tonicità

Nel terzo trimestre del 2016 il commercio al dettaglio ticinese torna a registrare un calo dei quantitativi di vendita trimestrali. È quanto emerge dall'Indagine congiunturale del commercio al dettaglio in Ticino nel terzo trimestre 2016, pubblicata oggi dall'Ufficio di statistica cantonale.

Nel rapporto si legge che l’andamento concerne prevalentemente la piccola distribuzione, che dopo un semestre di relativa stabilità torna ad accusare una flessione degli affari. Per contro, gli esercizi di media e grande dimensione confermano i segnali di maggior tonicità evidenziati lo scorso trimestre.

L'Ufficio di statistica sottolinea in ogni caso che "gli operatori di tutto il settore guardano con fiducia verso l’orizzonte prevedendo, per il periodo invernale, un miglioramento degli affari."

"Nel periodo in esame si è registrato un calo delle vendite nei piccoli negozi dopo un semestre di relativa stabilità" commenta il presidente di Federcommercio Augusto Chicherio. "Per quanto riguarda la media e grande distribuzione le cose sono andate un po’ meglio (solo grazie all’espansione della superficie di vendita), con un lieve rialzo delle vendite sebbene l’afflusso di clienti sia sotto il livello dello scorso anno. Nonostante ciò gli utili trimestrali sono ancora in lieve flessione. Complessivamente il settore soffre nel 43% dei casi della costante diminuzione della clientela; stabile per il 38% e in aumento soltanto per il 18%."

"Le prospettive a breve termine, grazie al periodo natalizio, sono viste con una certa fiducia" prosegue Chicherio. "A livello di organico a fronte di prospettati aumenti nella grande e media distribuzione si prospettano possibili ridimensionamenti nei piccoli negozi. È in corso la raccolta adesioni al CCL per il commercio al dettaglio. Il raggiungimento del quorum dei negozi firmatari (50% +1), di quello dei dipendenti (50% +1) e di un quorum misto (i datori di lavoro già vincolati dal CCL che devono impiegare la maggioranza di tutti i lavoratori del settore) è condizione indispensabile per decretarne l’obbligatorietà generale e quindi per permettere l’entrata in vigore della nuova legge sull’apertura dei negozi (LAN)."

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