
“Se c’è qualcuno che può essere sconcertato in tutta questa faccenda è il sottoscritto, il Municipio e buona parte del Consiglio comunale”. A parlare è il presidente del Legislativo di Pianezzo, Stefano Jorio, che raggiunto telefonicamente, ha voluto fare alcune precisazioni in merito al blocco del cantiere del nuovo Policentro della Morobbia, deciso dalla Sezione degli enti locali (SEL). Ma non solo. Jorio vuole soprattutto rispondere alle accuse lanciate contro il Municipio dai referendisti che si erano opposti alla realizzazione dell’opera, i quali parlano di “promesse non mantenute” e di “leggi non rispettate” da parte dell’Esecutivo (vedi articolo suggerito).
“Siamo stufi di questi atteggiamenti meschini di alcuni cittadini di Pianezzo” sottolinea Jorio, “che non vogliono accettare che la maggioranza della popolazione ha deciso (votazione del 18 ottobre 2015) di costruire una nuova scuola elementare e dell’infanzia. Ricordo che quella attuale è stata realizzata nel 1962!”
Jorio non entra nel merito della decisione della SEL poiché “non sono a conoscenza di tutti i dettagli inerenti lo scambio di informazioni tra di essa e il Municipio”. Ma dubita del suo tempismo (“sono ormai 3 anni che si progetta la nuova costruzione”) e parla di un “eccesso di formalismo che fa scaturire in me molti pensieri “scorretti”, per utilizzare un termine caro ai “referendisti”. Non da ultimo anche perché, aggiunge, “inspiegabilmente i referendisti vengono in possesso di informazioni e documenti “interni” ancor prima che essi giungano sul tavolo del Municipio o del Consiglio comunale…”
Per quanto riguarda la paventata ipotesi di un aumento del moltiplicatore comunale, Jorio snocciola alcune cifre: “Nel 2012 il Comune ha fatto allestire un piano finanziario 2013-2017 che prevedeva, proprio per sopportare i maggior oneri del progetto, un aumento del moltiplicatore d’imposta al 90% nel 2014 e un ulteriore aumento al 95% per quelli seguenti. Sull’opuscolo distribuito dal Municipio in occasione della votazione del 18 ottobre 2015 sta scritto “il moltiplicatore comunale potrebbe essere aumentato fino ad un massimo del 95%, di poco superiore da quello previsto per il futuro nuovo Comune di Bellinzona”. Le affermazioni per cui il Municipio ha promesso che non vi sarebbe stato alcun aumento del moltiplicatore sono quindi palesemente false”.
Il presidente del Legislativo ricorda che nel corso di questi anni i risultati del Comune sono sempre stati migliori del previsto: “La differenza preventivo-consuntivo per gli ultimi quattro anni presenta un saldo positivo di oltre mezzo milione, per cui il consiglio comunale ha deciso di non aumentare il moltiplicatore. Questo buon andamento del comune ha in particolare portato lo stesso a fare ammortamenti straordinari per circa mezzo milione già nel 2015; ammortamenti addirittura obbligati dallo stesso Cantone poiché il capitale proprio del comune era maggiore del gettito d’imposta annuale”.
Jorio ribadisce ancora una volta: “Il Consiglio comunale ha quindi deciso, nella sua seduta dello scorso mese di dicembre, di posticipare ulteriormente di un anno l’aumento del moltiplicatore al 95%. Sottolineo ancora una volta: aumento previsto e sempre comunicato alla popolazione. Se poi le valutazioni di Municipio e consiglio comunale non collimano con quelle della SEL, non credo che debbano essere tacciate di “scorrette”. Sono semplicemente “diverse”!”
“Ci sono persone che nella vita preferiscono costruire, progredire e risolvere i problemi” sottolinea ancora Jorio, “altre che, penso per delle futili questioni personali, godono del distruggere o intralciare quello che i primi fanno. Si accontentano di poco”.
Maggiori chiarimenti scaturiranno dall’incontro tra il Municipio e il Consiglio di Stato, previsto il prossimo venerdì. “Per cui è ancora prematuro dire” conclude Jorio, “fino a quanto il cantiere sarà bloccato”.
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