
Da ieri alcune attività hanno potuto riaprire i battenti. Ma ce ne sono altre che, invece, attendono con ansia il grande giorno e tra questi vi è il settore alberghiero. Lunedì 4 maggio dopo 7 settimane di stop potrà finalmente riaprire, anche se non si può dire la stessa cosa per il settore della ristorazione, che ancora vive senza certezze. Lorenzo Pianezzi, presidente di HotellerieSuisse, ha raccontato ai colleghi di Teleticino quali sono le sfide e quali le preoccupazioni per il futuro. "A medio lungo termine abbiamo un grande potenziale per sviluppare il nostro mercato interno" spiega Pianezzi anche se ribadisce "vediamo un futuro in chiaro-scuro".
Il settore alberghiero riaprirà, certamente, ma le cose dovranno inevitabilmente cambiare. "Ci sono diverse cose che cambieranno: non avremo più un contatto diretto con il cliente, dovremo restare dietro un plexiglas e cambierà il servizio all'interno delle strutture come, per esempio, il buffet delle colazioni che dovrà essere sostituito con piatti già composti".
Due le richieste del settore alberghiero: richieste ben specifiche, che sono inevitabilmente venutesi a creare durante questo periodo di emergenza coronavirus. "Ci sono degli aspetti fondamentali che abbiamo riconosciuto in questi due mesi, come la mancanza di liquidità" spiega Pianezzi. "Abbiamo dovuto accedere al capitale proprio e chi non aveva possibilità di avere liquidità propria ha fatto uso delle fideiussioni (che dovranno essere restituite)". Per questo motivo dunque, quello che il presidente di HotellerieSuisse chiede a nome della categoria è di creare dei finanziamenti a fondo perso.
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