
Per Sergio Pezzatti, 47 anni fiduciario residente a Porza e detenuto a Viterbo dal giugno scorso, potrebbe avvicinarsi il giorno della scarcerazione. A breve verrà giudicato dalla magistratura italiana, e la sua posizione si è notevolmente alleggerita.La Corte di Cassazione di Roma ha stabilito infatti l’estraneità del direttore della Mt Trading Ltd di Lugano dal clan della “’ndrina” della famiglia Arena di Capo Rizzuto.
Le pesanti accuse risalivano a quando,l’anno scorso, Pezzatti veniva arrestato all’aeroporto JFK di New York dall’ FBI su ordine della magistratura italiana. Pezzatti era sospettato, unitamente ad altre sei persone, di essere parte di una rete che combinava criminalità organizzata e attività finanziarie al servizio della famiglia mafiosa degli Arena. Il fiduciario, secondo le accuse, avrebbe avuto un ruolo centrale nella creazione di svariate società che venivano poi usate sia per il riciclaggio che per l’evasione fiscale di denaro riconducibile agli Arena. Si sospettava che Pezzatti fosse l’ideatore di un sitema di false fatturazioni e documenti fittizzi che attestavano pagamenti e reinvestimenti di capitale mai verificatisi. L’evasione stimata si aggirava attorno ai 90 milioni di euro, unitamente a un giro di merce fittizzia che poteva fruttare fino a 40mila euro al mese.
Dalle indagini è in seguito emerso che il fiduciario commise sì irregolarità e illeciti, ma senza sapere di essere invischiato in affari mafiosi. Dunque restano oggi a suo carico ipotesi di reato di tipo fiscale e finanziario, fra cui concorso in bancarotta fraudolenta.
Dopo la sentenza di lunedì l’avvocato italiano di Pezzattiha presentato istanza di scarcerazione, anche perché i termini della custodia cautelare sono quasi scaduti. L’avvocato ha inoltre presentato un’istanza affinché il fiduciario venga giudicato con il rito abbreviato, richiesta comunque avanzata anche dal Pubblico Ministero titolare dell’inchiesta penale Marco Mescolini.
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