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Ticino
Pesticidi negli ortaggi, virus nelle bacche
Redazione
11 anni fa
Nel 2014, laboratorio cantonale e dogane hanno impedito l'importazione di merce potenzialmente dannosa

Mentre le campagne coordinate al confine e i controlli condotti dall’Amministrazione federale delle dogane sulla base di un sospetto vengono realizzati già da diversi anni, i prelievi al confine in base a un’ordinanza dell’USA sono stati introdotti per armonizzare i controlli effettuati in Svizzera con quelli d’uso nell’Unione europea.

Nel quadro dei differenti programmi realizzati dall’USAV, dall’AFD e dai laboratori cantonali, sono stati prelevati al confine, nel complesso, più di 700 campioni, ciascuno dei quali è stato analizzato secondo parametri differenti, il che in definitiva fa sì che le analisi realizzate corrispondano a diverse migliaia. Tenendo conto delle risorse attuali, questa cifra, sebbene spesso rappresenti soltanto una percentuale minima delle importazioni, permette comunque di ottenere un effetto non trascurabile bloccando consistenti lotti non conformi che, in caso contrario, sarebbero distribuiti in numerosi punti di vendita al dettaglio.

Per la prima volta in Svizzera è stata organizzata una campagna al confine sulla presenza di virus all’interno delle bacche congelate. Dai risultati è emerso che nel 2% dei campioni erano effettivamente presenti i virus ricercati. Questa contaminazione può essere tenuta sotto controllo migliorando le pratiche di produzione nel Paese di origine. Tale situazione continuerà a essere monitorata nei prossimi anni.

Il tasso di contestazione relativo ai legumi importati dall’Asia registrato nel 2014, pari al 32%, si attesta all’incirca agli stessi livelli del 2013 (35%) e del 2012 (20%). Sono stati nuovamente constatati non soltanto superamenti di valori massimi ma anche superamenti della dose acuta di riferimento. In quest’ultimo caso non si possono escludere danni alla salute. È confortante invece constatare che la presenza delle sostanze attive di più lunga data e di quelle più tossiche è progressivamente diminuita. Con un tasso di non conformità del 18%, anche i legumi della Repubblica Dominicana risultano nettamente insufficienti.

Il numero di campioni risulta però troppo basso per poter trarre conclusioni statisticamente valide sulla conformità dei prodotti interessati. Va precisato che i tassi di contestazione osservati riguardano soltanto le combinazioni particolari di merci, paesi di produzione e pericoli menzionati.

Per quanto riguarda i controlli successivi dei casi, le contestazioni formulate, i costi di analisi e gli emolumenti a carico delle aziende interessate nonché le altre eventuali misure decise dai Cantoni contribuiscono generalmente, in maniera alquanto diretta, a un miglioramento della situazione.

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