
È stato un pestaggio da brividi, quello della notte di Capodanno in via Motta a Lugano. Un pestaggio a suon di pugni e calci contro un giovane inerme. Anche quando la vittima si trovava ormai a terra, stesa con un cazzotto al volto. Così descrive la violenza chi ha visto le riprese della telecamera di videosorveglianza. Grazie al filmato gli autori sono stati identificati e arrestati attorno alle 22 di venerdì scorso. Si tratta, come abbiamo riferito sabato, di due diciassettenni. Un italiano e un kosovaro, entrambi residenti nel Luganese. Il primo é già stato rilasciato, in quanto ha ammesso le sue responsabilità e ha svolto un ruolo marginale nel pestaggio. Intanto la vittima, un ventenne americano, che si trovava in vacanza a Lugano, é tornato negli Stati Uniti. Ha riportato la frattura del setto nasale e altre ferite. Ma il dato saliente che emerge oggi dall’inchiesta coordinata dal magistrato dei minorenni Reto Medici, é il fatto che il diciassettenne del Kosovo ha alle spalle un precedente per fatti analoghi. Fu infatti tra i protagonisti del pestaggio avvenuto, sempre a Lugano, nel parco di via Lambertenghi, l’8 marzo del 2008 ai danni di un tossicodipendente. Quel giorno una ventina di giovani presero di mira un 28enne e, dopo la sua reazione, lo pestarono con calci e pugni. Un giovane portoghese lo colpì addirittura in pieno ventre con un masso di cemento. Dettagli, questi, che emersero al processo celebrato qualche mese dopo alle Correzionali. Mentre l’autore del pestaggio di Capodanno, allora quindicenne, fu condannato per quell’aggressione dal magistrato dei minorenni.
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