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Ticino
Pestaggio di Capodanno: fu tentato omicidio?
Redazione
17 anni fa
È l’ipotesi di reato formulata da Reto Medici nei confronti del 17enne che la notte di Capodanno ha picchiato un 20enne a Lugano

Tentato omicidio. È l’ipotesi di reato formulata dal magistrato dei minorenni Reto Medici nei confronti del 17enne del luganese di origini kosovare che la notte di Capodanno ha picchiato selvaggiamente un ventenne americano nel pieno centro di Lugano. Ed è per questo reato che il GIAR ha confermato il suo arresto. L’aggressore, con una condanna per violenza alle spalle, é stato fermato dalla polizia l’8 gennaio nei pressi dell’autosilo Balestra. Era in compagnia dell’amico che la notte di Capodanno ha assistito al brutale pestaggio: un 17enne italiano, già rilasciato. Il suo ruolo nella vicenda è infatti marginale. Se non fosse stato per la videosorveglianza, i due minorenni l’avrebbero forse fatta franca. Anche perché, inizialmente, la vittima, che si trovava a Lugano in vacanza, non ha sporto denuncia. Dimesso dall’ospedale pochi giorni dopo, é tornato negli Stati Uniti. Da là, ha incaricato l’avvocato Emanuele Verda di denunciare l’aggressione. In un primo momento, forse temendo ritorsioni, il ventenne aveva raccontato alla polizia di essersi ferito cadendo a terra. Una versione sconfessata dalle agghiaccianti immagini registrate dalla videocamera dell’albergo Dante. Immagini che lo ritraggono mentre incrocia in via Motta due coetanei. La vittima racconta di essersi diretto verso l’autosilo per cercare un taxi, dopo aver trascorso la serata con un gruppo di amici. E di non aver avuto in precedenza, alcun contatto con il suo aggressore. Il quale, a sua volta, sostiene di essere stato aggredito dal ventenne. Ma le immagini parlano chiaro. Sono le 3 del nuovo anno. Una breve discussione, poi una prima serie di violenti ceffoni. Ad alzare le mani è sempre lui, quel giovane alto con i pantaloni bianchi e il giaccone scuro. Il suo amico assiste alla violenza senza muovere un dito. Dopo i ceffoni l’aggressione sembra terminata. Ma forse a causa delle parole pronunciate dall’americano, il kosovaro torna sui suoi passi e lo colpisce con un calcio alla schiena. Poi la vittima viene trascinata a terra. E l’aggressore gli spara cinque violenti calci in faccia. Si è insomma sfiorata una nuova tragedia. EMMEBI

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