
Negano la tesi che parlava di omofobia e rilanciano: siamo stati adescati.Questa la posizione espressa dai giovani accusati di aggressione per i fatti avvenuti alla fine di febbraio in un’area di sosta sull’A2 all’altezza del Monte Ceneri.Una tesi, quella dell’adescamento da parte di due uomini e della successiva e aggressiva risposta, che però cozza con la pista seguita dal procuratore pubblico Luca Maghetti e riportata stamane dal quotidiano dal Corriere del Ticino. Secondo Maghetti infatti, il gruppetto di ragazzi, tra i quali pure un minorenne, sarebbe partito dal sottoceneri con l’intento di individuare possibili vittime da aggredire in un luogo isolato e, com’è noto, frequentato da omosessuali.I giovani hanno pure negato di far parte di gruppi estremisti. Uno di loro si è scoperto avere dei precedenti penali.pb
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