
La sanità è stata al centro dei discorsi di ieri sera a Sementina, dove si è riunito il Comitato cantonale del Partito popolare democratico (PPD).
Se si esclude il breve capitolo dedicato ai tre temi in votazione il prossimo 30 novembre (il comitato ha deciso di raccomandare tre NO), a tenere banco è stata soprattutto la pianificazione ospedaliera, compreso il destino della Clinica Moncucco di Lugano.
Il presidente Giovanni Jelmini, nel suo discorso, ha in particolare attaccato i socialisti, definiti "statalisti a ogni costo".
Jelmini ha duramente criticato quella parte politica di questo Cantone "che considera con la massima diffidenza ogni iniziativa privata che sfugge al rigido controllo dello Stato."
Un discorso nel quale si inserisce la vendita della Clinica Moncucco. "La sinistra vuole che la clinica venga acquistata dall'EOC" ha affermato Jelmini. "Proprio quell'EOC contro cui puntualmente sparano contro, con l'obiettivo neanche troppo nascosto di colpire anche la pianificazione ospedaliera."
"Un acquisto della clinica da parte dell'EOC" ha proseguito Jelmini "sarebbe utile proprio per declassare o, nel peggiore dei casi, smantellare Moncucco."
Il PPD, dal canto suo, spera che la Clinica Moncucco possa continuare ad operare secondo i principi del no profit, come finora.
Tornando alla pianificazione ospedaliera, Jelmini si è lanciato in un acceso "j'accuse" contro l'ex consigliera di Stato Patrizia Pesenti. "Faccio notare che la pianificazione ospedaliera era l'unico vero compito della ministra socialista Patrizia Pesenti nella legislatura 2007-2011. E cosa è stato fatto in questi quattro anni? Nulla, non è stato fatto assolutamente nulla."
Un concetto ribadito pure dall'attuale direttore del DSS, Paolo Beltraminelli. "Non nascondiamoci. Per troppo tempo si è lasciato nei cassetti un dossier che si sapeva scottante. E ho un rammarico: molti parlano di pianificazione ospedaliera ma pochi la conoscono realmente. Resto umile e totalmente disponibile ad adattamenti e proposte, ma solo qualora queste siano meritevoli. Tengo inoltre a sottolineare che il Consiglio di Stato è unanime e unito nel sostenere un progetto che ritengo offra una buona soluzione nell'interesse dei pazienti ticinesi."
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