
Sono immancabilmente dedicati alle votazioni federali appena trascorse, gli editoriali dei quotidiani ticinesi di oggi. Tranne quello del Giornale del Popolo, a firma di Pier Giacomo Grampa, che parla della chiusura dell'anno della fede e delle esortazioni di papa Francesco. Più in basso, comunque, figura anche un editoriale di Claudio Mésoniat sui tre temi affrontati dagli elettori svizzeri in votazione.
Ognuno affronta la questione sotto una prospettiva diversa. Sul Corriere del Ticino, Moreno Bernasconi incentra gran parte del suo editoriale sulla prova di maturità dimostrata dai cittadini svizzeri nei confronti dell'iniziativa 1:12. "Il popolo sa fare i conti" titola Bernasconi, sottolineando come due terzi degli svizzeri l'abbiano mandata a dire ai Giovani socialisti: il modello economico svizzero non si cambia.
Il segnale è chiaro, nonostante il tema fosse "dei più populisti". Secondo Bernasconi, "malgrado gli eccessi di alcuni manager, la liberaldemocrazia elvetica temperata da una rete sociale solida, da una fiscalità equa e basata sulla trattativa tra partner sociali, non va sostituita da uno Stato dirigista e da un'economia di tipo pianificato".
Il risultato secco "è una pesante sconfessione dei Giovani socialisti ma soprattutto del Partito socialista svizzero, che ne ha fatto un proprio cavallo di battaglia. Per il presidente del PS, che in questi anni ci aveva abituati ad una scaltrezza politica formidabile, si tratta di un errore tattico."
Bernasconi giustifica poi il no massiccio all'aumento del prezzo della vignetta autostradale ("ben al di là di quanto ci si poteva attendere"), con l'insofferenza degli automobilisti da un lato e con l'opposizione di Verdi e rosso-Verdi dall'altro. Ora Berna è nei pasticci, secondo l'editorialista del Corriere del Ticino. "Cosa farà ora il Consiglio federale? Rinvierà semplicemente ai Cantoni la palla oppure troverà nuove fonti di finanziamento, attingendo magari e di nuovo alle tasche degli automobilisti?"
Infine l'iniziativa UDC sugli sgravi per le famiglie. Secondo Bernasconi "non è riuscita a dimostrare che preponderante non era l'incitazione rivolta alle donne a rimanersene a casa, bensì il sostegno fiscale alle famiglie". E il tema della fiscalità delle famiglie resta un problema reale, per cui la questione resta aperta. Il popolo, sottolinea Bernasconi, dovrà tornare ad esprimersi su questo tema in tempi abbastanza ravvicinati.
L'iniziativa sulle famiglie è invece in testa all'editoriale del Giornale del Popolo, firmato da Claudio Mésoniat. Come detto, questo testo si trova solo in "seconda posizione", visto che l'editoriale principale è quello di Grampa. Mésoniat, esprime delusione per la bocciatura dell'iniziativa a favore dei genitori che crescono personalmente i figli. "Peccato che la discussione sia rimasta ingabbiata in una contrapposizione tra modelli di famiglia, come se i sostenitori dell'iniziativa ce l'avessero con le madri che lavorano. Probabile che in realtà una pregiudiziale ideologica abbia giocato non da parte dei fautori ma piuttosto di alcuni oppositori dell'iniziativa, infastiditi dalla concessione di un pur minino segnale in favore della cosidetta "famiglia tradizionale"."
"Può destare preoccupazione" secondo Mésoniat, il risultato del voto sulla vignetta autostradale, dato che ora verranno a mancare i fondi per importanti opere stradali. "Ho l'impressione che al secco NO emerso a livello cantonale abbia dato un contributo importante l'orgoglio ticinese (acuito da alcune controversie con la Berna federale) di fronte a quello che aveva tutta l'aria di essere un ricatto".
Poco spazio sul GdP, infine, "all'attraente utopia dell'iniziativa 1:12". I cittadini elvetici hanno manifestato prudenza. "In Ticino le sirene dell'utopia hanno attirato una moltitudine di sì all'iniziativa socialista, più di quanti ne abbia raccolti l'investimento, modesto, per il piccolo condono alle famiglie. Purtroppo." conclude Mésoniat.
La Regione, con l'editoriale siglato da Edy Bernasconi, sottolinea come ad essere uscita sconfitta da questa tornata di votazioni sia stata soprattutto la consigliera federale Doris Leuthard, così come la politica della mobilità. Sugli altri due temi, infatti, il Governo è uscito vincente.
Poco spazio, su La Regione, all'iniziativa che "avrebbe concesso deduzioni fiscali alle famiglie nelle quali la donna è confinata tra le mura domestiche", il cui risultato va nell'onda delle indicazione della maggioranza delle forze politiche. Più attenzione si merita il significativo voto del Ticino sull'iniziativa 1:12. "È probabilmente il segno di un malessere che andrà analizzato attentamente, disagio legato agli effetti della libera circolazione delle persone. Quasi un ticinese su due ha espresso parere favorevole su una proposta che era combattuta persino dalla Lega" sottolinea Bernasconi.
Ma il tema principale resta quello della vignetta. Anche secondo Bernasconi, il voto contrario all'aumento è il frutto della somma dei no degli automobilisti che non vogliono saperne di nuovi balzelli ai no di coloro che non intendono contribuire a finanziare nuove strade.
Il risultato di ieri, secondo Bernasconi, lascia spazio a diverse incognite. Dapprima sul finanziamento delle rete ferroviaria, "che potrebbe cadere se dovessero prevalere ancora una volta le opinioni delle lobby stradale", poi sul raddoppio del San Gottardo. "Cosa succederà se gli svizzeri, pure in questo caso, non fossero disposti a porre mano al borsello?"
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