
«Assolutamente sì, siamo preoccupati». Max Perucchi non nasconde i timori di fronte alla possibilità che le difficoltà finanziarie del Cantone possano tradursi, in futuro, in risparmi anche nel settore turistico. Da pochi giorni alla guida del Consiglio di amministrazione dell’Agenzia turistica ticinese (ATT), il nuovo presidente guarda già alla prossima grande scadenza: il rinnovo del credito quadro cantonale destinato al turismo. «Se si vuole evolvere ci vogliono anche i soldi. La Confederazione ha tolto diversi milioni a Svizzera Turismo. Quello del risparmio è un trend, ma bisogna capire come vogliamo posizionare nel prossimo decennio il turismo ticinese», spiega Perucchi.
Uno studio per misurare il peso del turismo
Proprio per affrontare la discussione con dati più solidi, ATT intende quantificare il peso economico del turismo per il Cantone. «Stiamo iniziando uno studio sull’impatto economico del settore. Dovremmo avere i primi dati nel 2028 e questi ci serviranno per capire se il turismo è un traino per il Ticino. Partendo dai risultati potremo capire se modificare il credito quadro che il Cantone elargisce all’ATT». Il tema delle risorse si intreccia inevitabilmente con quello politico. Nei prossimi anni cambieranno diversi equilibri nel settore e, con le elezioni cantonali, si aprirà anche la partita per la successione a Christian Vitta alla guida del Dipartimento delle finanze e dell’economia.
«Serve maggiore coordinamento»
Perucchi arriva alla presidenza in una fase di ricambio che coinvolge anche HotellerieSuisse e le Organizzazioni turistiche regionali. Una situazione che il nuovo presidente considera soprattutto fisiologica: «È una fluttuazione naturale dovuta al termine delle varie cariche. Sono dell’opinione che dopo un determinato periodo sia giusto cambiare le persone, così che nuovi volti possano portare nuove idee». Il cambiamento, secondo Perucchi, deve però servire anche a migliorare il coordinamento tra i diversi attori del turismo ticinese. «Attualmente viviamo un po’ di egocentrismo in questo Cantone, dunque ci vuole una sterzata». Il presidente cita un esempio concreto: «Spesso ci spostiamo in un altro Cantone per questioni di marketing e, invece di andare tutti insieme, va una sola Organizzazione turistica regionale. Poi magari, dopo due settimane, un’altra OTR fa la stessa cosa. È una perdita di tempo e di denaro».
Un’estate in flessione
Il nuovo corso di ATT comincia inoltre dopo un’estate difficile sul fronte dei pernottamenti. In Ticino sono diminuiti del 2% a giugno, del 4,7% a luglio e nuovamente del 2% ad agosto rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente. Sul settore hanno pesato anche le temperature particolarmente elevate. «Abbiamo avuto un’estate torrida e soprattutto la ristorazione ha avuto una grandissima perdita a livello economico per quello che riguarda i pranzi e forse anche le prime cene», osserva Perucchi. Il clima diventa così un’altra delle questioni con cui il turismo ticinese dovrà confrontarsi nel medio e lungo periodo. «Se la meteorologia continua così, insieme alla politica e agli altri attori dobbiamo capire da che parte andare, perché con questa tendenza vedo poca neve per la stagione invernale».

