
Per il sindacato VPOD “Le rivendicazioni del personale sociosanitario non vanno avanti. Anzi subiscono un inaccettabile schiaffo da parte del Governo”. La goccia che fa traboccare il vaso, per il sindacato è la bocciatura della rivalutazione salariale del personale infermieristico dell’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale, rivalutazione richiesta dalla Commissione paritetica dello Stato. Per questo “i comitati del personale sociosanitario VPOD dicono: ora basta! Mobilitiamoci! Dobbiamo cambiare l’inerzia delle cose in Ticino. Dobbiamo scuotere via ogni paura e dire alla gente che siamo stufi. Vogliamo fare una grande manifestazione e giornata cantonale di protesta. Invitiamo tutti a partecipare alle riunioni online che organizzeremo nei mesi di febbraio-marzo-aprile per la preparazione di una grande giornata di mobilitazione e protesta del personale sociosanitario, che si terrà sabato 29 maggio 2021”.
Le rivendicazioni VPOD nazionali
In campo sanitario il Sindacato VPOD “esige la soluzione dei problemi strutturali tramite tre azioni di fondo”:
1. accordare subito un finanziamento straordinario ad ospedali, case anziani e servizi spitex per far fronte alla pandemia;
2. abbandonare il sistema di finanziamento degli ospedali tramite i forfait per caso;
3. fare in modo che il settore della salute diventi un sistema interamente no profit.
Le rivendicazioni VPOD cantonali
A livello cantonale il Sindacato VPOD chiede pure finanziamenti straordinari ad ospedali, cliniche, case anziani e servizi spitex per far fronte alla pandemia: “sappiamo che il Cantone ha preventivato 60 milioni di franchi per sovvenire ai maggiori costi e alle perdite delle strutture sociosanitarie a causa del Covid: quindi diciamo al personale sociosanitario di stare tranquillo e di non cedere ad eventuali ricatti finanziari dei datori di lavoro”.
A livello cantonale il Sindacato VPOD ha definito un insieme di rivendicazioni di miglioramento contrattuale già nel 2019:
1. contratto collettivo di lavoro unico per tutto il settore sociosanitario;
2. aumento dei massimali salariali;
3. migliore conciliazione famiglia-lavoro;
4. pensionamento anticipato in tutto il settore sociosanitario;
5. migliore gestione dei problemi di esaurimento, stress, burnout;
6. migliore dotazione del personale curante e sociale;
7. garantire 2 giorni di libero consecutivi ogni settimana, che dovranno cadere in sabato/domenica almeno una volta ogni 3 settimane;
8. eliminare la precarizzazione economica dovuta al lavoro su chiamata;
9. messa al bando dello stile di gestione autoritario e verticistico;
10. indagini indipendenti ed esaustive sul clima di lavoro, con la pubblicazione dei risultati;
11. indennizzi e ricollocamenti del personale ingiustamente licenziato.
12. protezioni più adeguate per il personale sociosanitario, in particolare in previsione di un’eventuale terza ondata pandemica.
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