
La direzione generale di Denner ha risposto stamattina alla lettera del sindacalista OCST Giorgio Fonio, con la quale le veniva chiesto se per il personale licenziato dalla filiale di via Bossi a Chiasso fosse previsto un piano sociale.
La risposta è semplice: no.
Come noto, il supermercato di Chiasso chiuderà i battenti alla fine di agosto, per riaprire l'11 settembre sotto forma di satellite, con nuove insegne e nuove modalità operative.
Ciò significa che tutto il personale attuale è stato licenziato, per essere sostituito con i collaboratori scelti dal nuovo dettagliante. Collaboratori che, presumibilmente, saranno assunti a condizioni salariali diverse.
Il sindacato OCST è da subito insorto in difesa del personale licenziato. "Molti di loro sono residenti e over 50" afferma il sindacalista Giorgio Fonio. "Visto che si sta parlando di un colosso della grande distribuzione (non dimentichiamoci che Denner è detenuta al 100% da Migros) ci si sarebbe aspettato almeno un piano sociale a sostegno."
Eppure no, come risponde la direzione di Denner allo stesso Fonio, "purtroppo" al momento non ci sono posti vacanti in Ticino e "poiché i responsabili dei satelliti Denner sono imprenditori indipendenti" la direzione "non può esercitare alcuna influenza sulle loro decisioni inerenti al personale". E infine: "Non è purtroppo previsto un piano sociale."
La lettera termina con un "ci rincresce di non poter fornire una risposta migliore."
"I consumatori ticinesi devono sapere con chi abbiamo a che fare" conclude Fonio. "Questi signori sono gli stessi signori che ci chiedono di fare la spesa su suolo svizzero e poi scaricano il personale come fossero dei sacchi dell'immondizia!"
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