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Ticino
Personale italiano? Il Governo spiega
Redazione
14 anni fa
Così il Consiglio di Stato in risposta all'interrogazione dell'UDC su Tre Valli Soccorso

Aveva fatto scalpore, lo scorso mese di maggio, il fatto che Tre Valli Soccorso si fosse rivolta ad una ditta italiana, la Prowork srl di Torino, per la ricerca di una figura professionale  nella funzione di vice capo servizio. La cosa aveva portato l’UDC a inoltrare un’interrogazione nella quale si chiedevano spiegazioni in merito al fatto che questo mandato per la ricerca di personale fosse stato dato ad una società non ticinese.

Il Governo in questi giorni ha risposto all’interrogazione. “Il servizio TVS ha deciso di riorganizzare il proprio servizio e ha sviluppato e pianificato un progetto in tal senso sull’arco di due anni, per un costo complessivo stimato in circa 60'000 franchi”. Questo quanto si legge nella risposta.

“La scelta della mandataria e i relativi onorari sono di stretta competenza di TVS e dei Comuni gestori”. Ed è proprio questo che ha suscitato il malcontento. I soldi usati per pagare la società italiana sono pubblici.

E quindi come mai non si è fatto capo ad una ditta ticinese? Il Consiglio di Stato risponde che: “avrebbe preferito che TVS optasse per un’azienda ticinese o svizzera di lingua italiana, ma la scelta operativa operata da TVS rientra negli spazi di autonomia del Servizio”. E inoltre: “I comuni del comprensorio se ne assumono del resto tutti i costi relativi, poiché il contributo finanziario dello Stato è calcolato sulla base di parametri standard quali le unità di personale definite dalla perizia degli anni 90, i criteri di restribuzione e gli altri costi e i ricavi da interventi parametrizzati”.

Un altro problema, secondo l’UDC, è quello delle condizioni del bando di concorso. Condizioni che indicano come “derogabili” alcuni criteri quali la conoscenza del sistema di soccorso pre-ospedaliero svizzero, la disponbilità ad abitare nel comprensorio di intervento, la lingua madre italiana e la conoscenza del tedesco. Tutti elementi, come detto, “derogabili”, quindi non prettamente necessari.

A tal proposito il Governo risponde che: “a giudizio del Consiglio di Stato la decisione di TVS di rendere derogabili i requisiti citati è, per alcuni di essi, poco opportuna e criticabile. TVS difende le sue scelte specificando che il ruolo di quadro intermedio è di tipo amministrativo e richiede principalmente competenze spiccate in campo amministrativo e aziendale”.

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