Cerca e trova immobili
Ticino
“Persi 1,5 milioni di bottiglie”
Foto CdT/Chiara Zocchetti
Foto CdT/Chiara Zocchetti
Redazione
6 anni fa
La viticoltura sta per vivere il suo momento clou in un anno che è diverso da tutti gli altri

Ristoranti chiusi per settimane, eventi rinviati, niente sagre. I viticoltori ticinesi stanno per mettere in cantina un’annata di quelle da dimenticare. A confermarlo, ieri, è stato il direttore di Ticinowine Andrea Conconi: “Stiamo facendo tutti gli sforzi possibili per ridurre le giacenze che si erano formate prima della chiusura dei ristoranti e durante. Chiaramente con la chiusura, la mancanza di piccoli e grandi eventi, abbiamo stimato una perdita di 1 milione e mezzo di bottiglie”.

Giacenze, un problema che esisteva già

È proprio il problema delle giacenze nelle cantine a preoccupare il settore e non è un problema legato solo alla pandemia, conferma il presidente di Federviti, Giuliano Maddalena: “Le cantine erano e sono ancora oggi con abbondanti scorte di vino. Il problema esisteva già in passato, la pandemia non ha fatto che aggravare la situazione.

Il prezzo dell’uva

Così se le uve, spiegano gli esperti, saranno di buona qualità quest’anno, il loro valore continua a scendere. Solo pochi anni fa era di media sopra i quattro franchi, nel 2020, invece, l’uva sarà pagata in 3 franchi e 25, l’11% in meno rispetto allo scorso anno.

“Grazie ai turisti”

Maddalena, comunque, vuole guardare il bicchiere mezzo pieno: “I segnali che giungono sono positivi, i ristoranti e i grotti stanno lavorando bene in questi ultimi due o tre mesi, adesso c’è una ripresa grazie al turismo, dobbiamo essere riconoscenti a chi viene in Ticino. Mancano i grandi eventi, ma per questo c’è poco da fare”.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata