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Permessi: spuntano i "corvi"
Permessi: spuntano i "corvi"
Permessi: spuntano i "corvi"
Redazione
10 anni fa
Una lettera anonima lancia pesanti accuse sull'Ufficio della migrazione: "Tutti potevano rubare permessi"

Spunta una lettera anonima nel sempre più intricato caso dei permessi falsi che sta scuotendo l'Ufficio della migrazione e l'Amministrazione cantonale.

A inviarla ai quotidiani ticinesi e ai capigruppo dei partiti del Gran Consiglio sarebbero stati tre dipendenti dell'Ufficio della migrazione, che sostengono di aver "più volte richiesto l'intervento di qualcuno, ma nessuno ha voluto prendere la patata bollente."

Essi hanno quindi deciso di vestirsi da "corvi" e scrivere questa lettera per denunciare ciò che a loro dire non funziona all'interno dell'ufficio.

"Noi siamo stufi, questo ufficio non è per niente organizzato" si legge nella lettera anonima, che cita una serie di esempi di nomine e assunzioni (con tanto di nome e cognome) che sarebbero state decise più per conoscenza che per competenza, nonché aneddoti sui mancati controlli delle procedure e del personale.

In un passaggio si legge poi che "un giorno facendo un trasloco c'erano fogli di permessi in giro dappertutto in un ufficio abbandonato. Tutti potevano rubare mille fogli di carta su cui stampare i permessi."

Accuse pesanti, che secondo il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi sarebbero state lanciate "solo con lo scopo di gettare fango e danneggiare l'ufficio e il suo funzionamento".

"Come direttore del dipartimento sono stato, e sono sempre, aperto a verificare ogni segnalazione, come già fatto in passato e ancora di recente" ha dichiarato il consigliere di Stato ai quotidiani ticinesi. "A condizione che chi le inoltra lo faccia in modo trasparente e senza nascondersi nell'anominato. In questi casi le misure sono sempre state prese."

A stabilire se le accuse contenute nella lettera anonima siano vere o meno, ci penseranno in ogni caso la Procura e l'audit che verrà promosso nei confronti del settore dell'Amministrazione finito nella bufera.

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