
Continua a far discutere la lettera che il Consiglio di Stato ha deciso di inviare ieri a Berna, per comunicare di aver deciso di rinunciare alla richiesta del certificato dei carichi pendenti per il rinnovo dei permessi B e G.
Al TG di TeleTicino è intervenuto in diretta Paolo Beltraminelli, per chiarire la posizione del Governo ticinese, anche alla luce delle dichiarazioni di Roberto Maroni che oggi ha dichiarato che "si tratta di misure insufficienti", dichiarandosi ancora "insoddisfatto" dell'atteggiamento ticinese.
Si tratta di un dietrofront del Governo oppure no?"Direi che da tempo se ne discuteva e abbiamo infine adeguato questa prassi, non utilizzando più la misura generalizzata. Sottolineiamo comunque che quando ci saranno degli indizi che fanno dubitare, si chiederà comunque il certificato dei carichi pendenti."
Avete ricevuto delle garanzie sulle trattative fiscali da parte italiana?"Non lo sappiamo, da Berna non è arrivata alcuna comunicazione. Certo è che la richiesta del casellario giudiziale rimane. Le trattative finora sono risultate insufficienti."
Cosa ne pensa della dichiarazione di Maroni che si è detto insoddisfatto?"Penso che non è un dietrofront questo, ma un adeguamento della norma dopo un certo periodo di messa in vigore. Ora attenderemo la decisione sulla generalizzazione del casellario giudiziale.
Quanto ha influito sulla scelta l'attuale candidatura di Gobbi in Consiglio Federale?"Direi che il Consiglio di Stato si è espresso in modo unanime. Da tempo Berna ci aveva chiesto una verifica della prassi e la prima risposta dopo l'approfondimento è stata questa. Sarà ancora un "affaire à suivre", ma non direi che la candidatura Gobbi ci abbia influenzato."
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