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Permessi: l’imprenditore kosovaro nega e resta in carcere
Permessi: l’imprenditore kosovaro nega e resta in carcere
Permessi: l’imprenditore kosovaro nega e resta in carcere
Redazione
10 anni fa
È bufera sui controlli delle ditte di ponteggi: "Dal Ticino sempre tutto in regola, siamo intervenuti"

Gli inquirenti stanno scavando sempre più a fondo per fare chiarezza sulla vicenda dei permessi facili. Negli scorsi giorni, ricordiamo, era finito in manette anche un imprenditore kosovaro di 42anni, titolare di una ditta di ponteggi a Camorino e di altre società che operano in Svizzera interna. Società alle quali sarebbe giunta la manodopera con permessi e documenti falsi procurata dal 25enne cittadino kosovaro arrestato per primo la scorsa settimana.

L’imprenditore, lunedì, aveva negato ai microfoni della RSI di essere coinvolto nella vicenda e anche durante l’interrogatorio di ieri ha contestato ogni addebito. Le indagini, quindi, potrebbero indirizzarsi anche Oltregottardo, da dove era partita la prima segnalazione. Il giudice dei provvedimenti coercitivi ha prolungato di tre mesi il suo periodo di carcerazione preventiva e di due mesi e mezzo quello del socio (e direttore della filiale ticinese) 32enne, pure lui finito in manette mercoledì.

E nel frattempo non si placano le polemiche sui controlli alle ditte di ponteggi: come evidenziato ieri dalla RSI, il settore viene controllato da qualche anno dalla Commissione paritetica nazionale. “Questo perché - afferma il vicepresidente Roland Schiesser - dal Ticino "risultava sempre tutto in regola. Cosa che ha destato sospetti".

Nelle ditte presenti negli altri Cantoni emergevamo infatti puntualmente diverse mancanze di varià gravità, mentre il Ticino sembrava una sorta di ‘oasi felice’. In passato la Comissione nazionale aveva già controllato una ditta facente capo all'imprenditore 42enne e aveva pianificato un secondo controllo presso un'altra società con sede allo stesso numero civico. Ma nel frattempo erano spuntati i sigilli.

Il Cantone, intanto, si starebbe mobilitando: "Si parla di professionalizzazione delle commissioni paritetiche da tempo. In dicembre, poi, abbiamo convocato una trentina di commissioni paritetiche, ma purtroppo quella del settore dei ponteggi non ha voluto aderire al nostro invito", ha detto il direttore della divisione dell'economia e presidente della commissione tripartita cantonale Stefano Rizzi.

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