
Ieri è entrata in vigore una nuova misura adottata dal Dipartimento delle Istituzioni del Canton Ticino per lottare contro il fenomeno degli abusi nella concessione di permessi per stranieri B e G (di dimora e per frontalieri).
Ora per richiedere uno di questi permessi non basta più presentare l'estratto del casellario giudiziale, ma occorre aggiungervi anche il certificato dei carichi pendenti, che permette alle autorità di capire se il richiedente ha procedimenti penali in corso o meno.
La notizia è riportata oggi da La Regione Ticino, cui il capo della Sezione della popolazione Attilio Cometta ha spiegato che l'obbligo di fornire questo secondo certificato riguarda unicamente i cittadini italiani. "Per il momento la misura riguarda solo loro perché sappiamo che l'Italia rilascia il documento in questione" ha spiegato Cometta. "Se dalle verifiche che stiamo facendo emergerà che anche altri Stati dell'UE e dell'AELS lo rilasciano, estenderemo l'obbligo ai cittadini di questi Paesi."
Già il 2 aprile scorso era entrata in vigore una misura restrittiva decisa dal consigliere di Stato Norman Gobbi. A partire da inizio mese, infatti, a chiunque chiede il rilascio o il rinnovo di un permesso di dimora o per frontalieri non basta più presentare un'autocertificazione, ma occorre il "certificato penale generale del casellario giudiziale", rilasciato da meno di tre mesi.
Ora per gli italiani si aggiunge questo secondo documento. Un'inchiesta penale in corso, ha spiegato Cometta, non comporta automaticamente il rifiuto del rinnovo o del rilascio del permesso. Ma le domande di italiani che non saranno corredate dai due documenti verranno ritenute incomplete, e pertanto non saranno evase.
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