
Si contano già due condanne nell'ambito dell'inchiesta sui permessi falsi. Oltre a quella resa nota martedì da La Regione a carico del funzionario 29enne del DFE, condannato a una pena pecuniaria sospesa di 4200 franchi per i reati di "inganno nei confronti dell'autortià" e "incitazione all'entrata, alla partenza e al soggiorno illegale", si aggiunge quella a carico dell'ex segretaria aggiunta dell'Ufficio della migrazione, di cui ha dato notizia la Rsi.
Il decreto d'accusa, firmato dal sostituto procuratore generale Antonio Perugini, risale allo scorso marzo. La 50enne, accusata di aver trasmesso informazioni riservate a un conoscente, non ha impugnato la decisione ed è quindi stata condannata per violazione del segreto d'ufficio a 90 aliquote giornaliere sospese (15300 franchi) e al pagamento di una multa di 1000 franchi.
Da notare che il Governo, una volta valutata la situazione, non ha licenziato la donna, ma ha deciso di declassarla a impiegata d'ufficio e trasferirla al DSS a partire dal 1° settembre.
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