
Dopo i primi interrogatori, sono state presentate le istanze di carcerazione nei confronti delle sei persone finite in manette per l'inchiesta sui permessi falsi.
Il procuratore pubblico Antonio Perugini ha chiesto 12 settimane di carcere preventivo per il 25enne, arrestato martedì con l'accusa di corruzione e tratta di essere umani; 8 settimane invece per il funzionario 28enne dell'Ufficio della migrazione, per l'ex collega 28enne e il fratello del presunto corruttore. Richieste sulle quali dovrà pronunciarsi il giudice dei provvedimenti coercitivi. Una decisione è attesa in giornata.
Nel frattempo è emerso, riferisce la rsi, che il 25enne, titolare di un'impresa di costruzione bellinzonese, era stato agli arresti domiciliari in Kosovo per due permessi svizzeri falsi stampati su carte di sicurezza rubate. Era stato agli arresti domiciliari per sei mesi, per poi fare rientro in Ticino e tornate martedì nuovamente dietro le sbarre.
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