
Tratta di essere umani finalizzata all’impiego di manodopera sottopagata. Ecco cosa si celerebbe dietro la bufera che ha investito l’Ufficio della migrazione ticinese e portato all’arresto di sei persone.
Probabile stratega dell’operazione e unico, per ora, ad aver ammesso parzialmente i fatti, il 25enne bellinzonese di origini kosovare, titolare della Aliu Big Team Sagl, impresa di costruzione ora in liquidazione e mai iscritta all’albo edile.
Lui, gli operai, tutti o quasi provenienti dal Kosovo, non li faceva lavorare. Secondo indiscrezioni raccolte da TeleTicino, li prestava ad altre ditte che potevano dunque impiegarli a basso costo. E questo dopo aver fornito loro un permesso di dimora falso.
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