
I quattro protagonisti principali dello scandalo dei permessi facili che lo scorso febbraio ha investito il Dipartimento delle istituzioni sono stati rinviati a giudizio dal procuratore pubblico Antonio Perugini.
Stando a quanto anticipato dalla RSI il quartetto verrà processato alle Assise Criminali. Gli imputati sono il titolare della Aliu Big Team di Bellinzona e suo fratello, un impiegato della Migrazione (nel frattempo licenziato) e una ex-dipendente, sua compagna. Nei loro confronti si ipotizza la ripetuta incitazione aggravata all’entrata, alla partenza e al soggiorno illegali. Contro l’imprenditore e il fratello anche il ripetuto inganno aggravato nei confronti dell’autorità.
Il titolare della Aliu dovrà inoltre rispondere di tratta di esseri umani, ripetuta corruzione attiva e ripetuta falsità in certificati e l’ex dipendente dello Stato di ripetuta corruzione passiva, ripetuta falsità in certificati e contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti.
Meno pesante la posizione degli altri due imputati. Per il fratello dell’imprenditore si va dal ripetuto riciclaggio alla ripetuta falsità in certificati, per la ragazza dal favoreggiamento alla contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti.
Gli imputati rischiano tra i due e i cinque anni di carcere.
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