
Nella complessa vicenda dei permessi facili va inserito anche il processo a carico di un 45enne architetto della Riviera, accusato dii istigazione a violazione del segreto d'ufficio. Nei suoi confronti, ricordiamo, il procuratore generale Antonio Perugini aveva emesso un decreto d’accusa in cui lo condannava a una pena pecuniaria posta al beneficio della sospensione condizionale per due anni e a una multa effettiva di 2'000 franchi.
L’architetto, patrocinato dall’avvocato Sabrina Aldi, aveva respinto l’accusa che lo vedeva all'origine - in qualità di istigatore - del passaggio di informazioni riservate sullo stato delle pratiche di 3 persone che avevano richiesto il permesso di soggiorno grazie al programma interno all’Amministrazione cantonale, trasmessegli fra il 17 novembre 2016 e il 1° febbraio 2017 dall'ex segretaria aggiunta dell’Ufficio migrazione di Bellinzona. La donna, sua conoscente, aveva accettato il decreto d’accusa ed era stata declassata a impiegata d’ufficio e trasferita al Dipartimento sanità e socialità dallo scorso 1° settembre (vedi articolo suggerito).
Presentatosi oggi a processo in Pretura penale a Bellinzona, l’architetto è stato assolto dal giudice Siro Quadri.
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