
Emergono ulteriori dettagli sulla faccenda dei permessi facili che nelle ultime settimane sta tenendo banco in Ticino.
Le ultime informazioni riguardano il furgone fermato lo scorso 13 marzo a Ponte Tresa con 11 operai kosovari a bordo. Il mezzo avrebbe fatto non uno, ma almeno due viaggi. Stando alle indagini affidate alla pp Marisa Alfier, il minibus avrebbe fatto un primo tragitto già nei giorni precedenti. Come riferisce la RSI, l'ipotesi ha trovato conferma nelle parole dell'autista.
L'uomo, difeso da Didier Lelais, nega però di aver preso parte a più di due trasporti, sostiene invece di aver fatto la spola tra Ticino e i Balcani per un commercio di auto usate. Sulla stessa linea il titolare del veicolo, un 40enne bosniaco arrestato una settimana fa. Ieri mattina la giudice dei provvedimenti coercitivi ha prorogato di due settimane la carcerazione preventiva per il conducente serbo.
Dall'indagine è emerso inoltre che i clandestini, pur di raggiungere la Svizzera e lavorare in nero, erano disposti a versare tra i 1'000 e i 3'000 euro.
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