
La perdita record della Banca Nazionale Svizzera (BNS), confermata in questi giorni, “è dovuta in particolare alle posizioni detenute in valuta estera, ed è dunque il risultato della scellerata, enorme, esposizione in Euro e Dollaro che i manager della BNS per anni ci hanno imposto, comprando valute estere”. Lo scrive in un comunicato il Partito Comunista. Partito che dal 2015 “invita alla diversificazione dell’esposizione valutaria della BNS nel rispetto della nuova configurazione geo-monetaria internazionale, diminuendo cioè progressivamente l’esposizione in Euro e Dollaro che sono destinate al declino”.
“Popolazione a bocca asciutta”
La BNS, si legge ancora, ha fatto l'esatto opposto, e ora si registra una perdita di 131 miliardi di franchi. Il PC “aveva infatti previsto che l'esposizione in Euro e Dollari fatta a suo tempo per evitare l'apprezzamento del franco sarebbe stata pagata dai Cantoni, cioè dalla popolazione e dai lavoratori”, che ora infatti “restano, e non a caso, a bocca asciutta. Attendiamoci adesso nuovi attacchi alle prestazioni sociali a causa dell'altrettanto sciagurata politica del pareggio di bilancio”.
“La BNS agisca nell’interesse dell’economia nazionale”
Secondo il partito, occorre cambiare drasticamente priorità alla guida dell'istituto finanziario. La BNS, infatti, “non si dovrebbe limitare a un’eventuale distribuzione degli utili, ma dovrebbe poter concedere crediti e scoperti di conto alla Confederazione e ai Cantoni”. La Banca Nazionale “deve agire insomma negli interessi dell’economia nazionale, rendendo la politica monetaria uno strumento funzionale allo sviluppo economico e sociale della Svizzera”. Il PC sottolinea come, in generale, “sia quanto mai urgente abolire lo statuto di indipendenza della BNS rispetto alle autorità politiche democraticamente elette”.

