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Perde un ricorso e chiede il rimborso delle spese
Perde un ricorso e chiede il rimborso delle spese
Perde un ricorso e chiede il rimborso delle spese
Redazione
8 anni fa
Sconfitto al TRAM, il deputato Cleto Ferrari si rivolge al CdS in quanto ha agito "in difesa dell'interesse pubblico". Ma...

Un’opposizione al Municipio, un primo ricorso al Consiglio di Stato e un secondo al TRAM: tutto inutile. La vicenda ha come protagonista il deputato UDC Cleto Ferrari, che nel 2016 si era opposto a un progetto stradale del Comune di Cadenazzo - concenrnente  la sistemazione stradale e la riorganizzazione viaria della zona industriale (vedi Foglio ufficiale del 12 agosto 2016) - che prevedeva anche la sostituzione del passaggio a livello del bivio di Contone con un sottopasso.

La sua battaglia si era protratta per quasi due anni: Ferrari aveva sostenuto che i lavori in questione fossero pericolosi sia per il traffico ferroviario che per quello veicolare, in particolare a causa degli automezzi pesanti che, incolonnati, avrebbero potuto trovarsi intrappolati tra i due passaggi a livello delle linee Cadenazzo-Luino e Cadenazzo-Locarno.

Il Municipio, tuttavia, aveva dichiarato irricevibile la sua opposizione e, nel marzo 2017, il Consiglio di Stato aveva respinto il relativo ricorso in prima istanza. Lo stesso aveva fatto in seconda istanza il Tribunale cantonale amministrativo (TRAM). La Corte aveva sposato la tesi dell'Esecutivo di Cadenazzo ritenendo che Ferrari avesse agito quale “defensor civitatis” e non in qualità di detentore di un interesse personale. Ergo, non era legittimato a ricorrere. Inoltre, avevano aggiunto i giudici cantonali, utilizzare più o meno regolarmente la strada o il treno non legittima a contestare un progetto stradale.

Come da prassi, il Consiglio di Stato e il TRAM avevano posto a carico del ricorrente sconfitto il pagamento di tasse e spese di giustizia per un totale di 1'400 franchi. Spese che, secondo Ferrari, l'Esecutivo cantonale doveva rimborsargli in quanto aveva agito in difesa dell’interesse pubblico, portando alla luce delle problematiche legate al suddetto progetto.

Il Consiglio di Stato, tuttavia, ha respinto negli scorsi giorni questa richiesta ritenendo che non non vi fossero basi legali tali da giustificarla.

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