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Perché Zali è indagato una seconda volta: tutto quello che sappiamo
©Chiara Zocchetti
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Redazione
3 ore fa
Reati contro l'integrità sessuale, articoli 191 e 193 del Codice penale, presunzione di innocenza: il quadro dei due incarti aperti

Claudio Zali è nuovamente indagato, questa volta per presunti reati contro l'integrità sessuale. Un'accusa tanto grave da spingere il Consiglio di Stato, riunito martedì in seduta straordinaria, a chiedergli di lasciare la funzione con effetto immediato.

Il nuovo incarto è stato confermato in una lettera inviata dal procuratore generale Andrea Pagani all'ufficio presidenziale del Gran Consiglio, di cui ha riferito la RSI. Il Ministero pubblico ha precisato che il procedimento è stato avviato «sulla scorta di dichiarazioni di terza persona», su fatti «risalenti ad alcuni anni fa». Zali è stato interrogato come imputato e ha contestato «una qualsivoglia responsabilità di natura penale». La presunta vittima non si è costituita accusatrice privata, ma il reato è perseguibile d'ufficio e gli accertamenti proseguono. Vale la presunzione di innocenza.

Secondo laRegione le ipotesi di reato riguarderebbero gli articoli 191 e 193 del Codice penale: atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere, punibili fino a dieci anni, e sfruttamento dello stato di bisogno o di dipendenza, fino a cinque anni. 

È il secondo procedimento a carico del consigliere di Stato, dimissionario per il 30 settembre. Il primo, aperto a fine luglio, riguarda abuso di autorità e tentata coazione per la riunione sul caso del 14.enne detenuto alla Farera.

Zali per ora non ha dato seguito alla richiesta dell'Esecutivo, che «a tutela delle istituzioni e della loro credibilità» chiede un passo indietro immediato. Se non arriverà, il Governo «procederà alla ridefinizione della conduzione del Dipartimento del territorio».

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