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"Perché Quadri deve riempire il Mattino di frottole?"
"Perché Quadri deve riempire il Mattino di frottole?"
"Perché Quadri deve riempire il Mattino di frottole?"
Redazione
8 anni fa
Manuele Bertoli replica a un articolo del domenicale secondo cui La scuola che verrà non è condivisa dai docenti

Si torna a parlare della Scuola che verrà dopo che nelle scorse settimane il Mattino della Domenica aveva puntato il dito contro PLR e PPD, sostenendo che si fossero lasciati ‘abbindolare’ dal direttore del DECS Manuele Bertoli approvando una sperimentazione il cui esito sarebbe “già scritto” (vedi articoli suggeriti). Nella sua edizione di ieri il domenicale leghista aveva rincarato la dose affermando che “I docenti a larga maggioranza non condividono la riforma”.

Un’affermazione che non ha lasciato indifferente il direttore del DECS che, sul suo sito, ha pubblicato una replica all’articolo del foglio leghista: “Perché Lorenzo Quadri debba riempire ogni domenica il suo giornale di frottole è una cosa che mi sfugge, visto che è persona intelligente e quindi certamente capace di trovare argomenti veri per sostenere quel che dice”, esordisce Bertoli che, come detto, contesta l’affermazione contenuta nell’articolo di ieri. “I docenti a larga maggioranza non condividono la riforma La scuola che verrà, dice Lorenzo Quadri, idem i direttori degli istituti scolastici, idem i genitori. Ma io ho per le mani tre prese di posizione di qualche tempo fa che dicono il contrario, una del collegio dei direttori, una della conferenza dei genitori e una del forum delle associazioni magistrali. Qualcuno deve averlo male informato, perché sono sicuro che non si abbasserebbe a inventare fandonie solo per sostenere la sua tesi”.

Bertoli nega di essere riuscito ad abbindolare la partitocrazia: “Sono magari un bravo lavoratore ma non sono certamente così astuto da fregare più di mezzo parlamento”“Il rapporto di valutazione della sperimentazione sarà farlocco, dice Quadri. Ma se non è ancora stato deciso a chi affidarlo (e men che meno sarà un istituto ticinese), come fa a sapere che risultato avrà?”

“E poi per finire, piantiamola di prendere per il naso i ticinesi con la paranoia dell’ideologia rossa, che travierebbe i nostri figli nei decenni a venire. Il progetto di piano di studio della scuola dell’obbligo redatto dal DECS, che ben poco ha a che fare con “La scuola che verrà”, è serio e ragionato, è stato costruito da numerosi gruppi di lavoro comprendenti esperti, quadri scolastici e insegnanti ed è simile agli analoghi piani di studio svizzero tedeschi e romandi. Tutti sbagliati e traviati? Ma dai”, conclude Bertoli, che si dice disposto a spiegare a Quadri “sia il progetto che la sperimentazione, magari assieme a qualcuno dei leghisti che in Gran Consiglio il credito l’ha votato”.

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