
"La formula magica non produce più niente di magico, ma un'insalata russa insipida."
A sostenerlo è la giornalista romanda Chantal Tauxe, in un articolo pubblicato su "Bon pour la tête", il portale nato dalle ceneri de L'Hebdo.
Tauxe scrive che "basta leggere o vedere le interviste dei tre candidati PLR alla successione di Didier Burkhalter per rendersi conto che il ginevrino Pierre Maudet surclassa i suoi concorrenti Isabelle Moret e Ignazio Cassis."
"Nonostante ciò", prosegue, "ci sono poche possibilità che il politico romando più dotato della sua generazione venga eletto in Consiglio federale il prossimo 20 settembre."
La giornalista romanda cerca quindi di spiegare il perché.
Il primo motivo, secondo Tauxe, è che a eleggere i consiglieri federali non sono né il popolo né i giornalisti, bensì i 246 grandi elettori dell'Assemblea federale, i quali tendono a scegliere uno di loro "per continuare a sognare che forse un giorno arriverà anche il loro turno."
Il secondo motivo, prosegue la giornalista, "è che piuttosto che affidare un settimo di potere esecutivo a una personalità energica che farà scintille in seno al collegio, i parlamentare hanno tendenza da qualche anno a piazzare un simpatico sorriso grigio ce non farà ombra a nessuno e la cui aura, inesistente, non avrà alcun impatto elettorale nocivo per i loro propri partiti."
"Così poco a poco si installa il regno della mediocrità tranquilla" scrive Tauxe. "In assenza di sparring partners alla loro altezza, anche i buoni del Consiglio federale si accasciano e affondano nel tran tran quotidiano della gestione corrente dei dossier, appena agitato da qualche votazione popolare."
Si dice che sia così perché gli svizzeri, non avendo mai avuto un re, non amano le prime donne. Ma secondo Chantal Tauxe non è vero: "tutti gli svizzeri amano Roger Federer e sono fieri che sia il miglior giocatore di tennis di tutti i tempi; tutti gli svizzeri urlano di gioia quando uno dei giocatori della Nazionale si issa sopra gli altri e segna una rete."
La giornalista romanda sostiene quindi che la vera spiegazione sia un'altra: "piazzare delle persone molli in seno al potere esecutivo, fa comodo al potere economico - il solo che conta veramente in Svizzera - affinché questo possa condurre i suoi affari come vuole senza che lo Stato si intrometta eccessivamente."
Le persone forti in Consiglio federale danno fastidio, quindi, secondo Chantal Tauxe. Ma il peggio, aggiunge, è che si vende al popolo l'idea che la composizione del loro Governo sia legata alla "formula magica" e ala rappresentanza delle varie regioni e comunità linguistiche.
"E quindi", conclude, "invece di sforzarsi di scegliere il migliore, i 246 grandi elettori dibattono sulle quote linguistiche o di genere. E le competenze passano in secondo piano."
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